Affitti a canone concordato per studenti e lavoratori transitori, rinnovato l’accordo territoriale

Stefano Zanotti
Aggiornato l’accordo tra le associazioni di inquilini e proprietari edilizi: i contratti di locazione saranno soggetti a un canone d’affitto calmierato
Una veduta della città © www.giornaledibrescia.it
Una veduta della città © www.giornaledibrescia.it
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Le organizzazioni e le associazioni dei proprietari edilizi e degli inquilini hanno rinnovato questa mattina - grazie alla collaborazione con l’Amministrazione cittadina - l’accordo territoriale per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato per studenti universitari e lavoratori transitori fino a 18 mesi.

«Conosciamo bene i cambiamenti dei tempi moderni e la lievitazione dei prezzi degli affitti negli ultimi anni - spiega l’assessore all’Housing sociale, Alessandro Cantoni -. Lavoriamo per una città più equa, solidale e inclusiva: con questo accordo riusciremo a individuare con più facilità gli alloggi sfitti, ma permetteremo anche ai proprietari di mettere i loro immobili sul mercato con più sicurezze».

I contratti di locazione saranno soggetti a un canone d’affitto calmierato, che non potrà superare un tetto massimo e terrà conto di parametri oggettivi: a Brescia verrà utilizzato un software (concepito da tutte le organizzazioni già nel 2018, ma adesso implementato) che permetterà di definire il costo dell’affitto in maniera non discrezionale: ogni zona – questa è la novità – avrà un proprio riferimento economico specifico.

«Lavoriamo sperando di aiutare - conferma Marco Fenaroli, assessore al Welfare -. Le parti contrattano in maniera libera e noi cerchiamo di mettere a disposizione le nostre risorse per i cittadini».

Per le associazioni l’aggiornamento dell’accordo territoriale rappresenta un «passo avanti verso una maggiore trasparenza ed efficienza nel settore delle locazioni immobiliari». Un aiuto concreto a tutte quelle persone che si sono trovate in gravissime difficoltà dopo l’aumento dei costi e la diminuzione dell’offerta.

«Nel 1971 in città solo il 5,5% degli immobili non era occupato - spiega Leonardo Pappalardo dell’Unione piccoli proprietari di Brescia -: nel 2019 la percentuale è arrivata al 12,4% e attualmente risultano essere circa 14mila gli appartamenti vuoti. Nel primo semestre del 2015 c’erano poi 1.172 immobili in locazione: la pandemia ha abbattuto questi numeri e nel primo semestre del 2023 ne abbiamo contati 147. L’accordo è frutto di un lavoro sinergico, utile per una città come Brescia, che è molto attrattiva e per questo deve dare una risposta abitativa seria».

Parole confermate anche da Simone Cardin del Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari: «Questa mediazione è frutto di un lungo lavoro, ma ci permetterà di aiutare tanti lavoratori e studenti, avvantaggiando anche i proprietari delle case».

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