Aerei sul Monte Orfano, Legambiente: «Spostare voli su Montichiari»

La sindaca di Cologne: «Procediamo per gradi». Lobiettivo è portare la «questione aeroporto» nell’associazone Terre della Franciacorta
Un aereo cargo all'aeroporto di Montichiari © www.giornaledibrescia.it
Un aereo cargo all'aeroporto di Montichiari © www.giornaledibrescia.it
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«Vogliamo che l’aeroporto di Bergamo continui a funzionare, ma anche che si adottino iniziative utili per migliorare le condizioni di salute e di salubrità dei cittadini e dell’ambiente». Parte da qui il presidente di Legambiente Franciacorta Silvio Parzanini.

Ma da qui partono anche molti altri ragionamenti. Trovare una soluzione che «salvi capre e cavoli» – come dice lo stesso Parzanini – non è proprio semplicissimo. Per Legambiente la soluzione più accessibile sarebbe spostare alcuni voli su Montichiari, così da sgravare Bergamo – e dunque anche la Franciacorta – da un po’ di traffico. C’è però da fare i conti con una realtà che negli anni ha visto l’aeroporto di Montichiari diventare un punto di riferimento per gli aerei cargo. E nulla di più.

E proprio in questo senso è da inquadrare il master plan da 100 milioni che ha l’obiettivo di trasformare il D’Annunzio nell’hub cargo delSud Europa. Oltretutto Save – che gestisce lo scalo – si accontenta ampiamente dei voli di linea che passano da Venezia e Verona. «Lasciare così intasato Bergamo e non avere nemmeno un volo su Montichiari mi sembra un paradosso», aggiunge comunque Parzanini.

Legambiente vorrebbe anche un dialogo più proficuo con Sacbo, che gestisce l’aeroporto di Bergamo. «Non è possibile trovare sempre un muro di gomma». Per Parzanini si possono percorrere però anche altre strade. «Pochi anni fa la rotta è stata accorciata – anche per le proteste degli stessi vignaioli della Franciacorta – così però si è solamente spostato il problema. Ma questo ci permette di fare una considerazione: è possibile spostare le rotte degli aerei e quindi non è così assurdo pensare di farli passare in zone con meno densità abitativa. Ugualmente, l’atterraggio potrebbe essere fatto in maniera “meno dolce” partendo da una quota più alta direttamente nella bergamasca».

In Franciacorta

«Bisogna essere pragmatici: non possiamo di certo immaginare di far chiudere un aeroporto come quello di Orio al Serio, ma se possiamo chiedere che ci sia una misura puntuale del rumore e magari una revisione delle rotte, procederemo per gradi». La sindaca di Cologne, Francesca Boglioni, punta sulla concretezza.

Il problema del traffico aereo particolarmente sostenuto che solca i cieli del suo Comune, come dei vicini Coccaglio, Erbusco, Adro e Capriolo è reale, e per provare a mitigare il rumore del frequente passaggio dei voli a tutti le ore del giorno, e spesso anche della notte, non si può agire da soli.

Dialogo

La sezione franciacortina di Legambiente lavora per entrare nel comitato del paesi bergamaschi che sono interessati dall’inquinamento acustico dovuto all’intenso passaggio di aerei, ma a livello bresciano la sindaca Boglioni è intenzionata a passare prima dal dialogo coi colleghi per trovare una strategia condivisa. Il primo passo sarà quello di inserire la «questione aeroporto» nell’ordine del giorno della prossima assemblea dell’associazione Terra della Franciacorta, che riunisce i 22 Comuni della zona.

«Partire dai dati è utile per mettere a fuoco la situazione – spiega la prima cittadina –, poi è fondamentale capire perché le rotte sono state spostate dalla traiettoria che passava su Rovato e Passirano a quella che passa proprio sopra il Monte Orfano».

Nelle prossime settimane si terrà l’incontro dell’associazione si decideranno i prossimi passi, a livello sia tecnico che politico, da mettere in atto per risolvere il problema.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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