Aerei sul Monte Orfano: residenti esasperati, per Arpa tutto regolare

I dati sono essenziali. Le problematiche delle persone pure. Dai numeri non si scappa: sono lì a dirci che, in media, sopra il Monte Orfano passa un aereo ogni 10 minuti. La frequenza è alta, siamo tutti d’accordo. Altri numeri ci dicono però che il rumore al di fuori dell’intorno aeroportuale di Bergamo rispetta il limite imposto dalla normativa regionale. Le misurazioni sono di Arpa Lombardia: non si superano i 60 decibel. In Franciacorta non ci sono centraline per la rilevazione del rumore, non le prevede la normativa. Arpa sostiene però che i livelli di disturbo siano decisamente inferiori rispetto a quelli previsti dalla legge. E il ragionamento non fa una piega, perché sul Monte Orfano gli aerei volano a quote più elevate.
Dunque, il rumore non è abbastanza alto da essere illegale, ma i residenti sono comunque disturbati dal passaggio degli aerei. Qual è la soluzione? Per i cittadini le strade sostanzialmente sono due. Una richiesta politica e una tecnica.
La soluzione tecnica
Partiamo dalla seconda. Gli abitanti potrebbero far pressione sui sindaci per chiedere che Arpa effettui delle misurazioni anche in Franciacorta, così da avere dati certi sul territorio. Tutto potrebbe però tramutarsi in un clamoroso autogol, perché se Arpa dovesse certificare che sul Monte Orfano il rumore rispetta i limiti di legge, la discussione sarebbe finita. Ma resterebbe comunque il disagio.
La richiesta politica
E allora la via più calda sembra essere quella politica. «Le norme non sono scritte nella pietra e si possono cambiare» è la sintesi dei residenti. Come per altro – sostengono sempre i residenti – le rotte non sono immutabili. E infatti fino al 2022 gli aerei sorvolavano una zona diversa della Franciacorta, passando anche sopra Rovato.
I residenti parlano di travi in legno che vibrano la mattina presto, di eco sul Montorfano, di altitudini e velocità che potrebbero essere modificate. Chiedono passaggi degli aerei in zone meno popolate. Parlano di un disagio continuo e di immobili che hanno perso di valore. Per loro esiste certamente un problema, che per ora le norme non considerano però tale. E dunque, più che aggrapparsi alla speranza di un intervento tecnico, l’intenzione è quella di rimboccarsi le maniche, per provare a fare pressione politica, che sia in Regione o in Parlamento.
Cosa dice Arpa
Secondo Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, è molto difficile distinguere il contributo degli aerei dai valori di fondo.

«L’indice di valutazione del rumore aeroportuale (Lva) descrive l’impatto acustico del rumore aeroportuale, caratterizzato da una serie di singoli eventi acustici in corrispondenza dei sorvoli aerei – spiegano dall’Unità Organizzativa "Agenti fisici" della Direzione tecnica controlli e prevenzione del rischio antropico guidata da Madela Torretta –. Per le aree all’esterno dell’intorno aeroportuale, è previsto un limite per il valore di Lva pari a 60 decibel». Limite che, secondo Arpa, viene rispettato. Sostanzialmente se il rumore è entro i limiti nelle immediate vicinanze dell’aeroporto, appare molto difficile che possa raggiungere picchi fuorilegge nella zona della Franciacorta. Oltretutto Arpa riferisce anche che «sebbene il traffico aereo sia tornato ai livelli del periodo precovid, i valori di Lva degli ultimi anni risultano inferiori rispetto al 2019 a causa della riduzione del traffico merci».
Inquinamento atmosferico
Lo stesso ragionamento si può fare per l’inquinamento atmosferico. L’installazione di stazioni fisse per la rilevazione sono previste, sia per Orio che per Malpensa, in diretta prossimità degli aeroporti. E Arpa precisa: «In termini generali per l’aria non si vede l’impatto di un aeroporto se non in diretta prossimità e per specifiche tipologie di inquinanti, ma di norma non a chilometri di distanza e comunque non con impatto significativo a distanze significative».
Proprio per questo Guido Lanzani dell’unità organizzativa Aria e supporto political decision maker spiega: «Dal punto di vista della qualità dell’aria, la Franciacorta è lontana da un possibile impatto diretto dell’aeroporto, per via dell’altezza del sorvolo su questa zona. Si veda l’esempio delle ciminiere delle industrie che quando erano sopra i 150 metri mandavano i loro fumi a centinaia di km di distanza. Di norma, un aereo vola a una quota superiore ai 150 metri già a breve distanza dal decollo.
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