Solare, curiosa, caparbia e con una capacità non comune di tenere unite le persone. Capo di Ponte, la Valcamonica e Brescia piangono Sara Parolini, 38 anni, medico di famiglia, scomparsa giovedì dopo una malattia durata quattro anni. Figlia dell’imprenditore Riccardo Parolini, titolare della Pac e guida della Finanziaria di Vallecamonica, scomparso nell’agosto dello scorso anno, Sara aveva scelto una strada diversa, conservando però quel legame profondo con la Valcamonica e con la natura, che caratterizzava anche il padre.
La sua storia
Aveva frequentato il liceo scientifico a Edolo e fin da ragazza aveva praticato nuoto agonistico. L’acqua e il mare erano i suoi elementi, insieme alle montagne e alla natura, che rappresentavano invece le sue radici. Poi gli studi universitari a Brescia e la scelta della medicina territoriale. Dopo gli anni della guardia medica a Pisogne, il matrimonio e due figli, aveva avviato, insieme ad altre colleghe, un ambulatorio in piazzale Spedali Civili in città. Accanto alla medicina coltivava mille interessi. L’arte, anzitutto, per cui si era iscritta all’Accademia di belle arti di Brescia, ma anche le scienze naturali, con quell’inesauribile voglia di conoscenza per ciò che ancora non sapeva.
«Univa mondi diversi»
«Era il nostro collante – racconta l’amica e collega Annalisa Pizzuto, che l’ha accompagnata e sostenuta sino all’ultimo –. Aveva una straordinaria capacità di unire persone provenienti da mondi diversi. Era uno splendore e ci ha dato forza fino all’ultimo, impossibile non volerle bene». A inizio settembre l’ultimo ritrovo tutte insieme, per un sorvolo del lago d’Iseo in parapendio, per salutarsi, nell’ultimo scampolo di vita vera.

Proprio le amiche stanno ora pensando di trasformare il suo ricordo in qualcosa di concreto: un’associazione, intitolata «Sarà», e un bando rivolto agli artisti, con opere dedicate alla Valcamonica, all’ambiente e alla sostenibilità, da collocare in montagna per costruire negli anni un percorso d’arte nella natura. Un «qualcosa che anche i suoi figli possano percorrere e attraverso cui possano sentire quanto bene è stato voluto alla loro mamma».
L’ultimo saluto
Sara ha chiesto che anche il suo ultimo saluto fosse fedele al suo modo d’essere: niente abiti neri, ma colorati perché, anche nel momento più difficile, «il suo desiderio era dare gioia». Lascia il marito Ivan Calvetti, i figlioletti Ettore e Sole, la mamma Monica e il fratello Giovanni. Domenica alle 10.30 il funerale nella parrocchiale di Capo di Ponte.



