Addio Onlus, «crescono autorevolezza e benefici fiscali»

Daniele Piacentini
La soddisfazione di Fondazione Cogeme diventata Ets nel 2023
Sostenibilità - © www.giornaledibrescia.it
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Da Onlus a Ets, senza tuttavia cambiare la propria natura di fondo: alimentare la solidarietà sociale a favore dei territori di riferimento, in particolare la Franciacorta e la pianura occidentale della Provincia di Brescia. Fondazione Cogeme è stata tra le prime realtà del Terzo settore a passare, in Franciacorta, al nuovo regime.

Dagli uffici rovatesi di via XXV Aprile la Fondazione, guidata dal presidente Gabriele Archetti (con il coordinamento operativo del segretario Michele Scalvenzi) si ricorda che già «nei primi vent’anni di operatività, Fondazione Cogeme, attraverso la natura di Onlus, ha sviluppato numerosi progetti di carattere ambientale, sociale, educativo e culturale. Dal 27 gennaio 2023, a seguito di una precisa volontà del consiglio d’amministrazione, si è invece concretizzato il passaggio a Ets con conseguente iscrizione al Runts», il Registro unico nazionale del Terzo settore istituito al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

A quasi tre anni, ormai, dallo «switch» da Onlus a Ets, la Fondazione rovatese può fare un primo bilancio del passaggio, reso obbligatorio dalle nuove normative relative al terzo settore: «Tra i vantaggi - spiegano ancora da Fondazione Cogeme - abbiamo constatato un migliore accesso a vari benefici fiscali - come esenzioni e agevolazioni su imposte come Iva, Irap, imposta di bollo, imposta di registro e successioni -, oltre a una maggiore facilità nell’acquisizione della personalità giuridica. In generale, si è attivato un percorso più agevolato nelle operazioni amministrative. Essere Ets ci garantisce una maggiore solidità e dunque autorevolezza, elementi essenziali che crediamo debbano essere connaturati alla nostra mission».

Resta tuttavia inalterato il lavoro di fondo della Fondazione, nata nel 2002 all’interno dell’alveo di Cogeme Spa: «Da 23 anni sviluppiamo progetti di carattere ambientale, energetico, sociale, educativo e culturale secondo il modello dell’economia circolare, promuovendo in ogni forma il tema della qualità della vita, favorendo progettualità diffuse sul territorio in sinergia con molte altre realtà».

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