CronacaBassa

Addio a don Giacomo Begni, missionario salesiano sempre sorridente

Luca Bordoni
Il 73enne originario di Pontoglio è morto in Brasile lasciando un grande vuoto, tante opere e insegnamenti
Don Giacomo Begni a Itaquera, in Brasile
Don Giacomo Begni a Itaquera, in Brasile
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Don Giacomo Begni se n’è andato lasciando un grande dolore e un vuoto incolmabile. Missionario salesiano originario di Pontoglio, noto soprattutto per il suo impegno in Sudamerica negli ultimi vent’anni, si è spento a San Paolo del Brasile nella notte tra mercoledì e giovedì, dopo una vita spesa con passione e allegria al servizio degli ultimi. Aveva 73 anni, di cui quasi cinquanta vissuti come salesiano e quaranta da sacerdote, sempre fedele al carisma di Don Bosco e al suo instancabile amore per i giovani.

La sua storia

Prima di consacrarsi alla missione aveva inseguito mille sogni e mestieri. Aveva studiato come amministrativo, ma dopo le superiori la vocazione era giunta fulminea. Amava ridere, costruire, inventare, ma soprattutto imparare. Quella curiosità lo accompagnò per tutta la vita, diventando il motore di un’educazione gioiosa, concreta, capace di trasformare i sogni in strumenti per cambiare il mondo.

Dal 2009 il suo nome si legò indissolubilmente alla missione salesiana di Natal, nel quartiere di Gramoré, una delle zone più povere del nord-est brasiliano. Lì arrivò quasi per caso, ma rimase per scelta: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi», gli dissero. E lui decise di essere uno di quegli operai. Da allora, il suo oratorio divenne un punto di riferimento per centinaia di bambini e ragazzi in cerca di un futuro diverso.

Nel 2010 lanciò un progetto educativo che in pochi anni crebbe fino a coinvolgere oltre 2mila persone tra giovani, adulti e anziani, offrendo formazione, accoglienza e dignità.

A Itaquera

Dopo un breve ritorno in Italia, nel 2020 si trasferì a Itaquera, alla periferia di San Paolo, per continuare il suo servizio nelle opere sociali «Dom Bosco e Santa Luzia». Anche lì non smise mai di sognare, di ridere e di insegnare che la fede, per essere vera, deve sporcarsi le mani.

Chi lo ha conosciuto lo ricorda con un sorriso contagioso e una frase semplice, la più sua: che per essere felici basta donarsi fino in fondo. «Per noi della Fondazione Opera Don Bosco, padre Giacomo ha sempre rappresentato l’immagine del missionario salesiano, col sorriso sulle labbra, la battuta facile e l’abbraccio pronto ad accogliere e sostenere chi era nella sofferenza e nelle fatiche della vita, soprattutto i più piccoli e meno fortunati», ha commentato il presidente Michele Rigamonti.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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