Stefania Romano è la nuova presidente delle Acli bresciane

Paola Gregorio
Si tratta della prima donna in ottant’anni di storia dell’associazione. Tra le novità delle deleghe monotematiche, quella alla pace
Romano, prima presidente delle Acli bresciane
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La nuova presidente delle Acli provinciali è Stefania Romano, prima donna alla guida dell’associazione bresciana in ottant’anni di storia. Una presidenza che nasce nel segno sia della continuità che della novità.

La nuova presidenza

Romano, nominata assieme alla nuova presidenza, lunedì, nella prima seduta, dal neoletto Consiglio provinciale uscito dal ventisettesimo congresso dell’associazione, è stata per otto anni la vicepresidente di Pierangelo Milesi che l’ha preceduta alla guida delle Acli provinciali negli ultimi due mandati. La novità non è solo quella di una donna alla presidenza. «Per la prima volta nella storia il Consiglio provinciale ha una maggioranza femminile e c’è una percentuale alta di donne nella presidenza - conferma Romano -. E per la prima volta l’amministratore è donna, Sandra Belli. Dalla base sociale c’era l'esigenza che si portasse avanti il percorso di innovazione. È un bella sfida collettiva. Le Acli sono plurali».

Fabrizio Molteni, Stefania Romano e Elisabetta Muchetti - Foto Marco Ortogni Neg © www.giornaledibrescia.it
Fabrizio Molteni, Stefania Romano e Elisabetta Muchetti - Foto Marco Ortogni Neg © www.giornaledibrescia.it

La nuova presidenza è composta da Fabrizio Molteni, vicepresidente - ruolo che ha già ricoperto per otto anni con Milesi - con delega al lavoro, Sandra Belli, Valerio Corradi (diseguaglianze e coesione sociale), Antonio Molinari (partecipazione), Elisabetta Muchetti (spiritualità e giovani) che è anche la nuova responsabile del Coordinamento donne, Federica Paletti (welfare), Laura Pasini (innovazione sociale), Sandro Pasotti (presidente Aval, consigliere Csv e Forum del terzo settore), Gianpaolo Turini (sostenibilità), Emilio Loda (presidente Us Acli con delega alla pace) Stefano Dioni, segretario Fap, don Alfredo Scaratti, assistente spirituale, e Marco Menni, segretario generale.

La delega alla pace

«La scelta è stata dare deleghe tematiche che ricalcassero i macrotemi su cui ci siamo mossi in questi mesi - prosegue Romano. La delega alla pace è una novità». Il mandato politico del nuovo quadriennio è frutto delle principali esigenze emerse nel dibattito congressuale: un profondo impegno con al centro la pace come priorità nella vita collettiva e personale, la fraternità come paradigma politico.

In questo senso, afferma la nuova presidente, «non bisogna avere paura nell’affermare che le Acli fanno politica. Non fondando un partito ma come attenzione ai bisogni della comunità. Un obiettivo a lungo termine che ci diamo è formalizzare la formazione politica, renderla più strutturata, andare nella direzione di una scuola di politica. Otto sindaci e più di cinquanta consiglieri eletti nell’ultima tornata elettorale hanno frequentato i nostri corsi Amministrare bene Comune e sono aclisti». «La sfida di metodo che ci diamo è quella del grande coinvolgimento, del lavoro partecipato, interno ed esterno. Siamo più di undicimila soci», conclude la Romano. Molteni aggiunge: «Siamo riusciti ad avere la presenza di donne di grande valore, che hanno contribuito molto nelle e precedenti presidenze. E’ il punto di arrivo di un processo. Diseguaglianze e coesione sociale saranno al centro, il tutto coniugato con la fraternità come paradigma politico e con la pace come priorità». Chiude Elisabetta Muchetti: «La sfida dei prossimi anni sarà formare e informare le donne. Far capire che le battaglie di genere riguardano tutta la comunità».

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