Fusion gardesano per il debutto dell’istituto Caterina de’ Medici
Un esordio con la lode. L’istituto alberghiero Caterina de’ Medici di Gardone Riviera, per il primo anno nel «cast» di Chef per una Notte «school edition», ha colpito nel segno e nel cuore dell’ex studente Beppe Maffioli, patron del ristorante Carlo Magno di Collebeato e «colonna portante» del nostro gioco.
La quinta puntata, andata in onda sabato 14 marzo su Teletutto, è stata anche la prima volta dell’Azienda agricola e Cantina Franzosi di Puegnago del Garda, sponsor della serata con i suoi oli e vini.
In particolare, l’olio evo Leccino, che gli studenti Clarissa Berlanda e Mattia Tiboni hanno utilizzato per preparare il primo dei loro finger food, un cannoncino con mousse di luccio alla gardesana con maionese allo zafferano, capperi caramellati e caviale di pomodoro. E poi il vino Groppello, protagonista dello gnocco di polenta con ragù di coniglio e fonduta di Tombea.
La proposta
«L’idea del finger food – chiarisce chef Maffioli – è nata perché volevamo mettere ancora alla prova i nostri ragazzi. La sfida è concentrare ricette tradizionali o innovative in un solo boccone, in un assaggio che deve contenere tutti gli elementi di un piatto ben bilanciato: sapidità, acidità, croccantezza e in cui il gusto degli ingredienti si riesca a percepire distintamente all’assaggio».
Mentre si mettono alla prova ai fornelli, Clarissa e Mattia si raccontano. «All’inizio avevo pensato di fare pasticceria – confessa –. I miei genitori sono entrambi cuochi e mia mamma è brava soprattutto a fare i dolci. Ma ora sono contenta della mia scelta». Il suo compagno di classe, invece, non ha mai avuto dubbi: «Fin da piccolo mi è sempre piaciuto cucinare – racconta –, e ora sogno di aprire un mio ristorante».

Questa determinazione quasi commuove chef Maffioli, che si rivede in questi ragazzi: «Anch’io ho studiato al Caterina de’ Medici – rivela –, e ho dei ricordi magnifici. Come quando ho visto per la prima volta i miei professori e ho detto “anch’io voglio essere così”. Mi viene la pelle d’oca». E l’emozione di Maffioli rimbalza nella platea dell’aula magna di Cast, dove c’è anche la dirigente scolastica del De’ Medici, Maria Luisa Orlandi. «È un onore aver avuto lo chef Maffioli come studente – commenta –, e non possiamo che augurare a quelli di oggi il suo stesso successo».

A giudicare dal risultato dei piatti realizzati in puntata, i presupposti ci sono tutti. «Abbiamo studiato le ricette con tutta la classe – assicura il professore di cucina Vincenzo Mansi –. Partendo dagli ingredienti più tipici del territorio e dalla tradizione locale, abbiamo aggiunto un tocco di contaminazione asiatica, frutto di esperienze fatte dai ragazzi in questi anni a scuola».
Dalla cucina alla sala

La stessa «fusion» si ritrova anche negli abbinamenti beverage, sapientemente guidati dal professore di sala Artur Vaso, che nel 2025 è arrivato secondo al Concorso di miglior sommelier d’Italia.
I suoi studenti Aurora Zane ed Enea Salvadori presentano quindi due proposte per ciascun piatto, accostando ai vini di Cantina Franzosi la tradizione asiatica del tè. «Con il luccio abbiniamo un Tè Oolong China – illustra Aurora, che ha scelto questo l’indirizzo di sala per unire la sua passione per l’arte e la psicologia a un lavoro concreto e richiesto nel suo territorio –. È una bevanda con note di agrumi, erbe aromatiche e spezie dolci».

Al suo compagno Enea, che proviene da una famiglia di ristoratori, il compito di descrivere il primo vino, il 3 Sensi Incrocio Manzoni Igt bianco: «Delicato, con ottima acidità, un profumo floreale e un gusto fruttato e persistente». Con lo gnocco i due studenti propongono invece un Assam Bps Typhoo Tè nero dell’India, con un gusto che ricorda le erbe alpine e le spezie dolci, e un calice di Riviera del Garda Classico Groppello Dop, ben strutturato e speziato, con un aroma floreale e fruttato e un gusto molto persistente.
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