Otto anni di vita in Italia chiusi in una valigia mastodontica e in borse riempite in tutta fretta. È l'ultima immagine prima del ritorno in Ucraina del figlio e dei genitori di Viktoriia, la badante di 42 anni uccisa e sepolta in una bocciofila abbandonata in via Divisone Acqui in città.
Dopo il funerale di sabato pomeriggio e al sepoltura nel cimitero di San Bartolomeo, ieri accompagnati dai carabinieri, che hanno tolto temporaneamente i sigilli, i parenti sono entrati nell'abitazione dove la donna era andata a vivere da sola in via Fiume - Zona Iveco - dopo la chiusura della relazione con Kadrus Berisa, il 60enne kosovaro che ha fatto ritrovare il cadavere, ma che non ha ancora ammesso l'omicidio, nonostante gli inquirenti lo ritengano l'assassino della sua ex. In casa.




