Stai leggendo: {{ currentArticle.title }}
Brescia e Hinterland

IL CASO

Video hard diffusi in chat, il pm: «Tutti a processo»


Brescia e Hinterland
20 apr 2021, 07:00
Il tribunale di Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il tribunale di Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Qualcuno si è fatto ascoltare in procura dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione indagini, altri hanno presentato memoria scritta. Il sostituto procuratore Benedetta Callea non ha però cambiato idea e ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti i dieci coinvolti nell’inchiesta sui video hard di una dottoressa bresciana, che da privati quali dovevano rimanere, sono diventati virali, passando di chat in chat.

A Brescia, ma anche in altre zone d’Italia. Per arrivare addirittura in Sud America

Dall’ex personal trainer della donna, passando per un ex giocatore del Brescia, la figlia di un ex allenatore che aveva addirittura creato un falso indirizzo mail per far circolare le immagini, e pure un agente di Polizia locale torinese, sono tutti accusati di revenge porn, il reato che punisce «chiunque, invia, diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate».

Secondo il magistrato titolare dell’indagine nata in seguito alla denuncia della dottoressa bresciana - che aveva perso pure il posto di lavoro perchè uno studio medico l’aveva licenziata sostenendo di aver subito un danno di immagine- gli indagati hanno fatto girare i video hard «al solo fine di recare nocumento» alla vittima. Anche se dagli atti risulta che alcuni nemmeno conoscessero la dottoressa e sul punto sarà interessante capire come valuterà il caso gip. Chi la conosceva senza dubbio era l’ex personal trainer, al quale il pm contesta l’aggravante di aver commesso il reato in danno di persona già legata alla parte offesa da relazione affettiva.

Articoli in Brescia e Hinterland

Lista articoli