Le grandi manovre si notano anche solo passandoci accanto, per strada, dove un crocchio di persone spia tra le inferriate della cancellata che delimita l’area: «Ma qui chiude tutto?» domanda qualcuno. «No no, è aperto: la gente entra. Ma non capisco se stiano montando o smontando...» risponde il vicino. Via Morelli, area luna park: nel piazzale che sin dai giorni neri dell’emergenza sanitaria, in piena prima ondata, è stato un punto di riferimento indiscusso per effettuare i tamponi ci sono camion giganteschi, un via vai di operai che fanno la spola tra i mezzi pesanti e i tendoni vuoti e alcuni utenti che si dirigono nella tensostruttura a destra. No, il polo di via Morelli non è chiuso, sta solo cambiando pelle.
Le persone che varcano il cancello, indirizzate dai volontari e dagli alpini, hanno l’appuntamento per effettuare la vaccinazione anti Covid-19, servizio che - da ieri mattina - rappresenta ormai l’unica vocazione del centro. Perché, allora, i lavori? Perché l’obiettivo è sfruttare lo spazio dedicato alla vecchia zona tamponi per raddoppiare le linee vaccinali e realizzare così un maxi hub nel capoluogo.
Per questo una data certa sull’apertura del «padiglione B» non è ancora certa: tutto dipende da come procederanno i lavori. Quel che per ora il programma prevede, come detto, è il raddoppio delle linee vaccinali. Attualmente, nell’area luna park, ce ne sono nove e si effettuano tra mille e 1.100 somministrazioni al giorno: con l’ampliamento previsto, quindi, si dovrebbe arrivare tra le 18 e 20 linee, viaggiando così sulle duemila iniezioni al giorno. Per quanto riguarda il capitolo tempi, il raddoppio è previsto attorno a lunedì 20 dicembre, ma non si esclude che - logistica permettendo - si possa anche anticipare.




