«Non possiamo sapere come si evolverà la situazione, quali saranno gli scenari della guerra. Non sappiamo se possono o meno passare, ci sono gli orfanotrofi da tenere sotto controllo, con minori che in questo caso sarebbero tutti non accompagnati. Ci sono poi altre situazioni da monitorare: abbiamo saputo di bambini stuprati durante i viaggi che li portano via dalla guerra»: così la presidente di Unicef Italia Carmela Pace a Brescia in visita prima all’oratorio delle Sante Capitanio e Gerosa, poi all’hub di via Morelli diventato anche hotspot per i profughi ucraini in fuga dalla guerra, nel primo livello di presa in carico del sistema sanitario, con uno screening fatto dai medici Usca.
Il dato sulle vaccinazioni: in tutta l’Asst degli Spedali Civili, ad oggi sono 1.729 i rifugiati presi in carico, 848 maggiorenni dei quali 776 donne, e 881 minorenni.
La percentuale di questi che vengono sottoposti a vaccinazioni è molto bassa: attualmente, solo il 30%, ma il fatto che l’hotspot si trovi anche nell’hub vaccinale potrebbe facilitare il processo, questa la speranza del direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo e del direttore sociosanitario dell’Asst Spedali Civili Annamaria Indelicato.



