Hanno accolto con soddisfazione la notizia che la Corte dei Conti ha dato il via libera ai 359 milioni di euro per la realizzazione del nuovo tram «Pendolina-Fiera». Ma sul futuro della mobilità ammoniscono l’amministrazione cittadina e offrono punti di vista alternativi per incentivare una mobilità che tuteli l’ambiente, facendo calare il numero delle automobili in circolazione.
Ed è proprio il tema dell’attrattività ad essere centrale nelle riflessioni di Legambiente: «Ci chiediamo perché i bresciani, un popolo che mette in circolo 60 auto ogni 100 abitanti e che non ha rinunciato al mezzo privato a favore della metro, dovrebbero abbandonare la propria vettura preferendole il tram. Soprattutto se non verrà fatto nulla per incoraggiare i cittadini a optare per il trasporto pubblico».
Come intervenire dunque? Legambiente ha un ricettario a costo zero per stimolare un cambio di passo. «Proponiamo innanzitutto di istituire un’area C sul modello di Milano e di rendere il centro storico una zona a traffico limitato permanente, con accesso consentito ai soli residenti. C’è poi il punto fondamentale dei parcheggi, che sono il vero perno su cui far leva per promuovere il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile. Suggeriamo alla Loggia di ridurre gli stalli nei pressi del centro e di riservarne la maggior parte ai residenti. Anche quelli in struttura. Perché si dovrebbe preferire la metro o l’autobus, quando viene concesso di arrivare direttamente in auto in piazza Vittoria? È un controsenso. Servono inoltre delle isole ambientali sparse nei quartieri, delle piccole ztl sul modello di ciò che accadrà nei prossimi mesi in via Veneto. E infine, alla luce dell’avvento del tram, bisognerà finalmente rivedere la rete del trasporto pubblico di città e hinterland, ottimizzando l’utilizzo delle linee di forza. Anche attraverso l’attivazione del mobilità manager di area». Solo in questo modo, per Legambiente, la linea su rotaia dalla Pendolina alla Fiera non si rivelerà un’occasione sprecata.




