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Brescia e Hinterland

IL PUNTO

Terze dosi: 5mila somministrazioni al giorno nel Bresciano


Brescia e Hinterland
29 nov 2021, 12:42
In attesa della dose di richiamo del vaccino anti Covid nel centro vaccinale di via Morelli a Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it

In attesa della dose di richiamo del vaccino anti Covid nel centro vaccinale di via Morelli a Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it

«Sto bene, la mia famiglia pure. Sono contento di essermi vaccinato». Allontana ogni speculazione, presente e futura, il primo contagiato con la variante Omicron del virus SarsCov2. E conferma, con il suo «sto bene», quello che già avremmo dovuto sapere dal primo giorno in cui è iniziata la campagna vaccinale: i vaccini prevengono l’infezione in una percentuale alta che diminuisce più si allontana il giorno del ciclo vaccinale completo. Esiste, dunque, fin dal primo giorno, la possibilità di infettarsi - ovvero di diventare positivi al SarsCov2 -, anche se la probabilità di ammalarsi di Covid-19 sono minori in chi si è immunizzato e - lo confermano gli ultimi studi scientifici - è anche minore la probabilità di sviluppare una forma grave di malattia fino all’esito infausto. Non è poca cosa.

Certo, bisogna procedere con cautela e fiducia. La cautela è quella di chi si rende conto che i vaccini anti Covid-19 sono uno strumento, ma non «lo strumento». Non per ora, almeno: servono ancora altre misure di prudenza per proteggerci. Da adottare anche senza imposizioni. Poi, la fiducia. Ed è quella che si deve avere nella scienza. Chi si vaccina potrebbe ammalarsi, ma si ammala di meno. Come chi smette di fumare: non per questo non scongiurerà di ammalarsi di tumore, ma toglierà alle cellule tumorali un nutrimento formidabile.

Super Green pass e vaccinazioni

La fiducia è quella che ha spinto oltre il 93% dei bresciani a ricevere almeno la prima dose di vaccino. Da quando il governo ha preannunciato la necessità dal 6 dicembre di avere il super Green pass per effettuare molte attività (lo si ha con il vaccino e se si è guariti dal Covid-19 e non con il tampone negativo), anche molti di coloro che non lo avevano fatto prima hanno deciso di vaccinarsi. Meno degli attesi, in verità: nella settimana dal 14 al 20 novembre le prime dosi nel Bresciano sono state somministrate a 1.546 persone; dal 21 al 27, dunque nei giorni in cui già si sapeva del provvedimento restrittivo, le somministrazioni sono state 1.491. Al momento, insomma, nessun boom.

Cosa che non si può dire per le terze dosi, che stanno gradualmente aumentando. Ad oggi in provincia di Brescia sono state somministrare 128.038 richiami del vaccino anti Covid-19. Di questi, 11.719 agli anziani ospiti delle Rsa. Le somministrazioni nelle farmacie sono state 1.691 e a domicilio a cura dei medici di famiglia sono state 1.235. Diecimila in due giorni. Oggi, lunedì, e domani, nel territorio dell’Agenzia di tutela della Salute di Brescia sono previste 13.658 vaccinazioni, l’80% delle quali sono dosi di richiamo.

La ricerca di nuovi hub, anche per i bambini

Questo significa che i centri vaccinali ora esistenti iniziano ad essere insufficienti, anche considerando che la terza dose è stata anticipata a cinque mesi dalla seconda inoculazione. E, a maggior ragione se entro Natale inizierà anche la campagna vaccinale per i bambini dai 5 agli 11 anni.

Guido Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale di Regione Lombardia: «È stato indetto un bando di gara proprio per cercare nuovi spazi in cui fare le somministrazioni. Al vaglio vi è l’ipotesi di usufruire degli spazi della stazioni della metropolitana e dei centri commerciali: a breve sblocchiamo tutto perché la sfida si gioca davvero adesso. Serve un mese, ma fatto bene. A me non serve vaccinare a febbraio, sarebbe tardi».

La ricerca di nuovi centri vaccinali è iniziata anche nel Bresciano. Sul tavolo molte sono le ipotesi (interlocuzioni sono in corso con i proprietari della Fiera, ma anche con Apindustria). Per i più piccoli, Bertolaso: «Credo molto nella campagna sui piccoli e sto negoziando alcune location ad hoc. Vogliamo che si possano vaccinare divertendosi». Proprio per questo motivo, a inizio dicembre Regione incontrerà i pediatri per ascoltare il loro parere sulla campagna anti Covid-19 nella fascia di età tra i cinque e gli undici anni.

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