Temporale «bow echo»: il fenomeno meteo che ha devastato il Bresciano

Ha una forma arcuata e raffiche discendenti fortissime: ieri si è abbattuto sul territorio bresciano provocando ingenti danni
La nube nera minaccia il Lago di Garda - Foto inviata da un lettore
La nube nera minaccia il Lago di Garda - Foto inviata da un lettore
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Prendete un po’ di grigio scuro, aggiungete alcune pennellate verdi e gialle ed otterrete la tinta, quasi surreale, delle nubi che ieri mattina hanno oscurato il cielo in città e provincia. Il risultato è stato un temporale estremamente violento, ma in realtà si è trattato di due eventi ben distinti. Il primo ha coinvolto le nostre valli con intense grandinate, mentre il secondo, più esteso, ha colpito le aree pianeggianti con forti piogge e impetuose raffiche di vento.

La grandinata di Pisogne
La grandinata di Pisogne

Non è una tromba d'aria 

A questo proposito, facciamo subito chiarezza: non si è trattato di una tromba d’aria. Il dizionario meteorologico prevede una definizione ben precisa per ogni fenomeno atmosferico: il vento di ieri, che in alcune zone ha superato addirittura i 100 chilometri orari, si chiama «downburst». Con questo termine gli esperti indicano le raffiche lineari (non vorticose come nel caso delle trombe d’aria) che talvolta accompagnano i temporali. Veniamo al secondo punto da chiarire: nessuna supercella, quello che ieri ha sferzato buona parte della pianura bresciana è stato un temporale di tipo «bow echo» (eco ad arco), caratterizzato da una forma arcuata e da fortissime raffiche discendenti.

Da che cosa è provocato?

Per comprendere la causa di questi fenomeni dobbiamo ripensare al caldo anomalo dei giorni scorsi. Le temperature, a Brescia e provincia, non sono state da record, ma hanno comunque raggiunto i 36 gradi, con una soffocante cappa di afa. Siamo in luglio, un mese in cui il caldo è normale, ma solo se rimane entro certi limiti: secondo la serie storica della nostra città, la media del periodo va dai 18° di minima ai 30° di massima, quindi i valori dei giorni scorsi sono stati decisamente anomali. Il surplus di calore e umidità ha fornito all’atmosfera una gran quantità di energia, che ha trovato nei temporali una valvola di sfogo.

Scontro di correnti

La nostra provincia si è ritrovata in una terra di mezzo, sospesa tra il bollente abbraccio dell’anticiclone africano e le correnti relativamente fresche in arrivo dai quadranti settentrionali. Lo scontro fra masse d’aria così diverse ha favorito la formazione dei temporali che a più riprese hanno colpito varie zone del Nord Italia, con chicchi di grandine di enormi dimensioni e violentissime raffiche di vento. L’intensità di questi eventi è il frutto di un’evidente estremizzazione climatica, da ricondurre all’aumento delle temperature in atto ormai da molti decenni, ma anche allo stravolgimento delle configurazioni atmosferiche globali. Sarebbe ora di prenderne atto.

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