«Fascicoli personali permanenti», relativi a «soggetti imputati, indiziati o altro», «conservati» presso il comando generale dell’Arma dei carabinieri che «potrebbero consentire di ricostruire molto lontanamente i periodi» della strategia della tensione, a partire della strage di piazza Loggia. A parlarne, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, il 25 giugno di 25 anni fa fu l’allora generale dell’Arma dei Carabinieri Francesco Delfino, prima titolare delle indagini sull’attentato del 28 maggio del 1974 che costò la vita a otto persone; poi indagato e imputato per la bomba che le uccise, infine assolto per insufficienza di prove dalla Corte d’appello di Brescia. L’ex generale venne sentito dal presidente Giovanni Pellegrino e da sette onorevoli tra i quali figurava l’allora deputato dell’Ulivo Paolo Corsini.
Strage piazza Loggia, tolti gli omissis sui «fascicoli» a Delfino
Desecretate parti finora riservate della seduta in commissione stragi del giugno 1997. «Verità su piazza Loggia nei fascicoli personali»

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L’ex generale Delfino in un incontro con la stampa a Roma nel 2012 - © www.giornaledibrescia.it
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