Strage piazza Loggia, tolti gli omissis sui «fascicoli» a Delfino

Desecretate parti finora riservate della seduta in commissione stragi del giugno 1997. «Verità su piazza Loggia nei fascicoli personali»
L’ex generale Delfino in un incontro con la stampa a Roma nel 2012 - © www.giornaledibrescia.it
L’ex generale Delfino in un incontro con la stampa a Roma nel 2012 - © www.giornaledibrescia.it
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«Fascicoli personali permanenti», relativi a «soggetti imputati, indiziati o altro», «conservati» presso il comando generale dell’Arma dei carabinieri che «potrebbero consentire di ricostruire molto lontanamente i periodi» della strategia della tensione, a partire della strage di piazza Loggia. A parlarne, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, il 25 giugno di 25 anni fa fu l’allora generale dell’Arma dei Carabinieri Francesco Delfino, prima titolare delle indagini sull’attentato del 28 maggio del 1974 che costò la vita a otto persone; poi indagato e imputato per la bomba che le uccise, infine assolto per insufficienza di prove dalla Corte d’appello di Brescia. L’ex generale venne sentito dal presidente Giovanni Pellegrino e da sette onorevoli tra i quali figurava l’allora deputato dell’Ulivo Paolo Corsini.

Il verbale

Rispose alle domande della commissione otto giorni dopo il sequestro Soffiantini, vicenda per la quale poi sarà processato e condannato a tre anni e otto mesi per essersi fatto consegnare un miliardo dai famigliari dell’imprenditore manerbiese, prospettandogli falsamente la liberazione del capo famiglia. Il verbale stenotipico di quel confronto iniziato alle 20.45 di quel mercoledì sera e terminato dopo l’una del giorno dopo, è noto da tempo. È stato acquisito al patrimonio dei processi che si sono celebrati in questi anni.

Contiene affermazioni di Delfino, e sue convinzioni, ampiamente superate dalla storia, anche per non dire soprattutto da quella processuale.

Via il segreto

In quella seduta, Delfino, chiese quattro volte - avendone facoltà in qualità di uomo dei servizi segreti - di passare in seduta segreta. Continuò a parlare, ma fino ai giorni scorsi, il contenuto delle sue affermazioni è rimasto coperto da segreto. Segreto che è decaduto grazie all’intervento del senatore del Pd Gianni Marilotti, presidente della commissione per la Biblioteca e l'Archivio storico del Senato, e che decadendo ha fatto emergere le affermazioni del discusso ex generale dell’Arma.

«Se lei vuol sapere qualcosa su Brescia - disse rivolgendosi al presidente Pellegrino - deve andare a vedere nei singoli fascicoli dei soggetti imputati, indiziati o altro in quanto tutto ciò che riguarda un singolo soggetto viene riportato in un fascicolo che si chiamava fascicolo personale permanente». La desecretazione di queste parti «omissate» è una delle prime che riguardano la strage di piazza Loggia. Il percorso per la rimozione del segreto di Stato, nonostante gli interventi governativi, al momento sembra ancora in salita. Vastissimo il materiale. Farraginose le procedure anche di consultazione. Tanti i misteri repubblicani sui quali si interrogano tribunali, procure e associazioni.

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