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Brescia e Hinterland

LE INDAGINI

Strage piazza Loggia, chiuse le inchieste bis

Redazione Web

Brescia e Hinterland
20 dic 2021, 12:25
STRAGE, L'ACCUSA DEI PM

La Procura ordinaria di Brescia e quella dei minori hanno chiuso le due indagini sulla strage di Piazza della Loggia che vogliono fare luce su chi possa effettivamente aver messo l’ordigno il 28 maggio del 1974 a Brescia.

L’inchiesta della Procura minorile riguarda Marco Toffaloni, minorenne nel 1974 quando aveva 17 anni e che attualmente è residente in Svizzera. L'incidente probatorio effettuato su alcune delle fotografie dell'epoca aveva collocato tra i presenti in piazza quella mattina a Brescia Marco Toffaloni, all'epoca 16enne, e indagato appunto dalla Procura dei minori per concorso in strage. 

Nell’inchiesta della Procura ordinaria, coordinata dal procuratore aggiunto Silvio Bonfigli e dal sostituto Caty Bressanelli è invece indagato Roberto Zorzi, 68enne originario di Verona, che è residente negli Stati Uniti.

Nel settembre scorso la guida del Comitato per desecretazione degli atti sulle stragi è passata alla presidente del Consiglio, come aveva annunciato il premier Mario Draghi ai familiari delle vittime.

In merito alla chiusura delle inchieste bis per la Strage di Piazza Loggia, la Procura di Brescia guidata da Francesco Prete spiega che «la chiusura delle indagini segna il termine per il deposito di un articolato corpus probatorio, frutto delle complesse attività investigative, del contributo conoscitivo fornito da protagonisti dell’epoca, soprattutto di coloro che hanno ritenuto di lasciarsi completamente alle spalle l’esperienza politica violenta vissuta in quegli anni, oltreché di accertamenti approfonditi su materiale in gran parte di nuova acquisizione».

Gli inquirenti aggiungono inoltre: «L’impianto accusatorio che emerge dagli atti sin qui compiuti ove confermato, inserirebbe la posizione degli odierni indagati, senza fratture, nel quadro già tracciato dal precedente processo Brescia Ter conclusosi nel 2017 con la condanna all’ergastolo di Maurizio Tramonte e Carlo Maria Maggi».

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