Tutto da rifare. Meglio, da rimodulare. La campagna vaccinale anti Covid-19 rimodulata una settimana fa dal commissario straordinario Francesco Figliuolo rischia concretamente di aver bisogno di una ulteriore messa a punto. Ieri le autorità regolatorie degli Stati Uniti hanno ritirato a scopo precauzionale il vaccino Johnson&Johnson. E ieri, all’hub della Difesa a Pratica di Mare sono arrivate le prime 184 mila dosi del vaccino destinate all’Italia. Di queste, oltre 29 mila sarebbero state distribuite in Lombardia e 3.258 nel Bresciano. In tutto, nei prossimi mesi, saranno oltre 450mila.
Si può dire che, dall’inizio della campagna vaccinale a gennaio, quello di Johnson&Johnson è il farmaco più atteso proprio per la sua caratteristica di essere monodose. Significa che le fiale consegnate corrispondono realmente alle persone cui viene somministrato il vaccino, perché non serve il richiamo. Non a caso Massimo Lombardo, direttore generale dell’Asst (azienda sociosanitaria territoriale) Spedali Civili, nel primo giorno di apertura dell’Hub della Fiera di Brescia, ha parlato del «vantaggio massimo» che si avrà nella prosecuzione della campagna quando avremo il vaccino della casa farmaceutica americana Johnson&Johnson, creato nella filiale belga Janssen.



