Stazione al Violino, lavori in estate. Ma il treno slitta ancora

Bando da 1,5 milioni per realizzare la fermata nel quartiere di Brescia. Va però rivisto il piano per il servizio ogni 30’
Il progetto: la nuova fermata al Violino - © www.giornaledibrescia.it
Il progetto: la nuova fermata al Violino - © www.giornaledibrescia.it
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Tra poco più di un anno Brescia avrà una nuova fermata ferroviaria, al Violino, lunga la linea Brescia-Iseo-Edolo. FerrovieNord, la società proprietaria della linea, ha pubblicato il bando di gara per i lavori. Le offerte andranno presentate entro il prossimo 6 maggio, i lavori potrebbero partire a fine estate e, da bando, durare 281 giorni. A metà 2023 la fermata Violino potrebbe dunque essere pronta, tassello di quella «cura del ferro» che, nella nostra provincia, ha nel servizio sub-urbano sulla linea per Iseo un pilastro fondamentale.

Il progetto prevede un servizio cadenzato e capillare con un treno ogni 30’ tra Brescia e Iseo. La sua attivazione, già rallentata dal Covid, era in programma per fine 2023. Ma ora i vincoli normativi introdotte dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) e il progetto del treno all’idrogeno camuno hanno imposto un ripensamento dell’intero progetto.

«A oggi non so dire quando potrebbe partire il servizio» ammette con rammarico l’assessore comunale alla mobilità Federico Manzoni. Qualche incontro tecnico c’è già stato. Ora però l’assessore sollecita Regione e FerrovieNord ad approfondire il tema: «Abbiamo puntato molto su questo servizio per intercettare parte del traffico che entra in città da ovest. Serve una risposta univoca per rimettere in carreggiata al più presto il progetto».

La stazione

Partiamo dalla «bella notizia». FerrovieNord ha avviato la gara per la nuova stazione al Violino, all’altezza del sottopasso d’imbocco al quartiere, in via Re Rotari. Base d’asta: 1.502.263 euro, cifra che già tiene conto del caro materiali del periodo, assicura Manzoni. Il progetto sarà molto semplice: banchina rialzata lunga un centinaio di metri, pensilina per proteggere i viaggiatori, illuminazione, pannelli informativi. «Dopo la stazione centrale e la stazione di Borgo San Giovanni, appena riqualificata, Brescia avrà una nuova fermata, al Violino - spiega Manzoni -. Ne arriverà anche una quarta, a porta Cremona, nell’ambito del progetto della riqualificazione della Brescia-Parma».

Il treno metropolitano

La fermata Violino si inserisce nel progetto del «servizio sub-urbano a cadenzamento semiorario tra Brescia e Iseo» che prevede anche il regio express Brescia-Edolo ogni 60 minuti. Per poter offrire questo servizio, però, erano previsti alcuni lavori di adeguamento infrastrutturale: un piano da 40 milioni messo a punto da Loggia, Broletto, FerrovieNord, dal sottopasso di via Rose (inaugurato nel 2020) alla riqualificazione delle stazioni di Castegnato, Borgonato e Bornato (progetti pronti) fino a interventi tecnologici per la sicurezza e il miglioramento della circolazione dei treni. Ora quel pieno potrebbe non essere più sufficiente.

L’Ansf, spiega Manzoni, ha introdotto standard di sicurezza più stringenti per le linee a binario unico (come la Brescia-Iseo-Edolo) che richiedono un allungamento dei tempi di percorrenza, cosa che mal si concilia con il cadenzamento alla mezz’ora. Il progetto dell’Hydrogen Valley, poi, dovrebbe partire nel 2023 con i primi sei treni.

«Ma i treni all’idrogeno hanno un’accelerazione inferiore rispetto ai diesel» spiega l’assessore. In sostanza sono troppo lenti per garantire il quadro orario programmato per il servizio sub-urbano. Questi due elementi rischiano di far finire nel limbo il treno metropolitano. Di certo anche la data del 2023 è destinata a slittare. «Bisogna approfondire e capire quali interventi infrastrutturali servono per attivare il servizio - spiega Manzoni -. Attendiamo e sollecitiamo un confronto con Regione e FerrovieNord».

Le ipotesi più radicali parlando di un raddoppio di tutta la linea, cosa che avrebbe costi altissimi e tempi biblici. Probabile basti meno. Ma «raddoppi selettivi» e alcuni interventi programmati per la «fase 2» (un treno ogni 15’ tra Brescia e Castegnato) dovranno essere anticipati. Rimandando il lancio della cura del ferro.

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