Questa intervista è parte del progetto «Interviste allo specchio», condiviso con L’Eco di Bergamo e nato in occasione del 2023, l’anno che vede i due capoluoghi uniti come Capitale della Cultura 2023. Ogni domenica i due quotidiani propongono l’intervista a due personaggi autorevoli del mondo culturale (nell’accezione più ampia), uno bresciano e uno bergamasco, realizzate da giornalisti delle due testate. Di seguito trovate l’intervista al personaggio bresciano. Per scoprire il contenuto dell’intervista all’omologo bergamasco, invece, vi rinviamo a L'Eco di Bergamo (in calce all’intervista trovate il link diretto alla pagina dedicata del quotidiano orobico).
Stiamo vivendo una fase storica particolare, in cui non è poi così complicato trovare un’occupazione. Il lavoro c’è. Eppure l’Istat calcola che è in aumento la percentuale dei «neet», acronimo con cui si definisce quella parte della popolazione con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni e che non è occupata né inserita in un percorso di formazione. Pochi giorni fa, inoltre, anche un’analisi diffusa dalla Camera di Commercio di Brescia stimava che nella nostra provincia vi sono oltre 33mila potenziali assunzioni nel trimestre aprile-giugno, ma almeno la metà dei posti rimarrà vacante. «In effetti, la dinamica del mercato del lavoro in questa fase mostra come le curve della domanda e dell’offerta non si incontrino in termini quantitativi e, soprattutto, qualitativi», conviene il prof. Sergio Albertini, docente di Organizzazione aziendale all’Università degli studi di Brescia.




