Brescia e Hinterland

Sempre meno iscritti a Giurisprudenza e tanti avvocati si cancellano dall'Ordine

Dopo il boom nei primi anni 2000 la toga ha perso fascino. Incertezza, orizzonti di carriera e guadagno troppo lontani
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Un avvocato con la toga - Foto © www.giornaledibrescia.it
Un avvocato con la toga - Foto © www.giornaledibrescia.it

«Avvocato? Anche no, grazie». Ammesso si riesca a trovare un giovane laureato al quale chiedere cosa vuole fare da grande, complice il crollo della natalità e il vistoso arretramento delle immatricolazioni e delle lauree nelle materie giuridiche, le probabilità che questi risponda proprio così sono sempre di più.

Non solo. Alla stessa domanda, e con la stessa risposta, da qualche anno rischia di rispondere anche chi avvocato lo è già, e magari da anni. Se le nuove iscrizioni all’Ordine si contano in poche decine, le richieste di cancellazione dall’albo sono una costante significativa, e probabilmente specchio di un sentire sempre più diffuso. Ad appendere la toga al chiodo sono molti meno avvocati di quanti hanno pensato di farlo almeno una volta. Il Censis stima che l’idea sia venuta ad almeno 3 professionisti su 10.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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