Sbagliano Ztl 104 volte in due mesi: maxi multa da 13mila euro

Conto salato per una coppia che ogni mattina porta il figlio a scuola in centro a Brescia
Il varco d'ingresso di una Ztl in centro a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Il varco d'ingresso di una Ztl in centro a Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Il navigatore li ha letteralmente mandati fuori strada. E l’errore, reiterato decine di volte, costa carissimo. Oltre tredicimila euro. Tanto quanto una coppia di origini cinesi residente in città dovrà versare nelle casse del Comune di Brescia.

Un conto non ancora definitivo, ma calcolato, carta e penna, sulle proiezioni rispetto alle multe che hanno iniziato a ricevere da sabato 4 novembre. Tutte per lo stesso identico motivo: l’accesso in una Ztl diversa rispetto a quella indicata nell’autorizzazione concessa per portare il figlio alla scuola elementare Tito Speri in via Trieste.

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Partendo da via Niccolò Tartaglia il percorso imponeva il passaggio per via Cattaneo e via Gabriele Rosa, mentre la famiglia transitando dal Ring tagliava per via San Martino della Battaglia.

«Fino ad oggi abbiamo ricevuto un plico di 24 multe per un periodo compreso tra il 12 e il 24 settembre» racconta la coppia che da anni vive in città. Interpellando il Comando di Polizia locale hanno scoperto che quei 24 verbali sono solo una minima parte. «Abbiamo svolto una verifica e gli accessi in Ztl che sono in fase di notifica per i due veicoli con targhe registrate ad oggi risulterebbero 104» hanno scritto dal Nucleo contenzioso e Autotutele della Polizia locale. Aggiungendo che non sarà possibile annullare o archiviare.

«Alla fine il numero crescerà ancora e le multe complessive dovrebbero essere 140» spiega la famiglia. Se così fosse, si tratterebbe di 140 violazioni da moltiplicare per 95 euro o per 70 euro se pagate entro cinque giorni dalla notifica. Quindi: 9mila e 800 euro se va bene, 13mila e trecento euro invece senza il pagamento immediato.

«Perché tanta attesa?»

Marito e moglie hanno pensato anche al ricorso al Giudice di Pace potendo dimostrare l’assoluta buona fede dell’errore ripetuto dal 12 settembre al 4 novembre. «Avremmo però dovuto presentare un ricorso per ogni multa, pagarne comunque una parte in anticipo come prevede la legge. A questa spesa si aggiungerebbe la parcella di un legale e quindi il conto supererebbe quello complessivo delle multe».

La famiglia ammette l’errore, «abbiamo sbagliato noi perché ci siamo affidati al navigatore che da casa nostra ha impostato un percorso diverso rispetto a quello che era stato indicato», ha iniziato a pagare, «grazie all’aiuto di alcuni amici che ci hanno prestato il denaro», ma su un aspetto si sfoga. «Ci chiediamo perché le prime multe, datate 12 settembre, ci siano arrivate solamente il 4 novembre. Quasi due mesi più tardi. Ci viene da pensare - si sfogano marito e moglie - che sia un modo per fare cassa da parte del Comune. Tra l’altro nel primo plico di 24 verbali ne mancano altri relativi allo stesso periodo come ci ha comunicato la Polizia locale. L’errore lo abbiamo commesso noi - ripetono i due residenti in città - ma se le prime contravvenzione fossero arrivate prima sicuramente non avremmo più sbagliato».

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