Brescia e Hinterland

«Salvata da un epilogo tragico: l'arrestato già condannato per omicidio»

Anche per questo il gip ha firmato il nuovo arresto di Erjon Kaloti, in carcere dopo la denuncia della convivente bresciana
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Vittima della violenza dell'uomo la compagna convivente - © www.giornaledibrescia.it
Vittima della violenza dell'uomo la compagna convivente - © www.giornaledibrescia.it

Il suo passato, fatto di una decina di anni di carcere per omicidio e tentato omicidio non lo ha certo messo in una posizione favorevole. E anche per questo il gip che ha firmato il nuovo arresto di Erjon Kaloti, albanese che il 12 gennaio compirà 38 anni, scrive: «Il crescendo di aggressività ove non adeguatamente contenuto ed interrotto, potrebbe condurre a conseguenze tragiche per la vittima di maltrattamenti».

La denuncia

Lo straniero è così in carcere da alcuni giorni dopo la denuncia della convivente bresciana, che con l’uomo ha anche un figlio, e che ha raccontato di violenze fisiche e psicologiche che avrebbe subito da novembre 2021, nell’ambito di una relazione segnata da una morbosa gelosia reciproca. «Le ha cagionato penose condizioni di vita ponendo in essere atti di violenza selvaggia e annichilente» scrive il gip Matteo Grimaldi nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dalla Squadra mobile della Questura. Si parla di schiaffi, pugni, insulti e minacce di morte: tutto commesso nel periodo in cui il 38enne era in affidamento in prova ai servizi sociali per chiudere i conti con la giustizia per un omicidio commesso in concorso con altri nel 2009. Gli ultimi episodi al centro di questo nuovo caso di violenza di genere in provincia di Brescia sarebbero avvenuti il 15 dicembre scorso quando la donna, dopo un controllo delle forze dell’ordine, decide di ribellarsi e di denunciare quell’uomo che più volte, anche durante la gravidanza, stando alle carte dell’inchiesta, l’aveva picchiata e minacciata. «Ti ammazzo, ti lascio qui in terra, non mi interessa di andare in carcere, se mi denunci ti ammazzo, se mi togli mia figlia ti ammazzo, quando esco dal carcere ti ammazzo» le diceva anche presenza dei figli piccoli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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