Ronco di Gussago, scuola Don Milani chiusa per Covid

Chiusa per Covid la scuola primaria Don Milani di Ronco. Restano a casa, fino a fine mese, i 110 bambini e l’intero personale scolastico (circa 20 tra maestre, assistenti e bidelli).
L’ordinanza del sindaco è conseguenza della rapida escalation di casi registrati all’interno della struttura scolastica che si è trovata a dover fronteggiare, da circa una settimana, la variante inglese del virus. Dopo la quarta elementare - qui la quarantena e la chiusura della sezione erano scattate giovedì scorso - ora pure la terza è stata colpita dal contagio. Da qui la decisione, presa dal primo cittadino, al termine del confronto di ieri tra i rappresentanti di Comune, Istituto comprensivo, Ats e Prefettura: la scuola rimarrà chiusa almeno fino al 28 febbraio.
«L’andamento epidemiologico - spiega il sindaco Coccoli - registra ancora una circolazione importante del virus con diversi casi positivi rilevati in particolare nella Scuola primaria Don Milani di Ronco (che vede da giovedì 11 febbraio la quarta elementare in quarantena per la metà degli alunni e la terza in quarantena da oggi)». Scatta così la Dad per tutti gli alunni della primaria che potranno tornare in classe, condizioni pandemiche permettendo, dal 1° marzo. Nel periodo di chiusura della scuola verrà inoltre effettuata una sanificazione straordinaria dell’edificio.
«Le persone contagiate stanno tutte bene - sottolinea il sindaco di Gussago -, trattasi di positivi asintomatici, che però dovranno stare in isolamento. La quarantena vale naturalmente solo per i soggetti indicati da Ats, ma dato che si tratta di bambini (spesso difficili da contenere e controllare durante l’intero arco della giornata scolastica, ndr) si è decisa la chiusura precauzionale. Chiediamo ove possibile - è l’appello del primo cittadino - di non lasciare i bimbi alle cure dei famigliari più deboli, nonni o persone con patologie pregresse». Una scelta, quella presa dall’ente locale, figlia dell’esigenza di congelare la trasmissione del virus e di cristallizzare la situazione, facilitando così la mappatura del contagio.
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