Ha attaccato il logo di Bergamo-Brescia Capitale della cultura («è di insolente bruttezza» le sue parole), ma a Brescia e Bergamo cerca i voti per arrivare in Consiglio regionale. Dove comunque non resterà anche qualora venisse eletto. Contraddizione in termini. Una fotografia perfetta di Vittorio Sgarbi, all’ennesima sfida politica. Da sottosegretario alla cultura del Governo Meloni, il noto critico d’arte è capolista anche a Brescia della lista «Noi Moderati Rinascimento Sgarbi».
Professore, ha presentato la lista all’ultimo giorno utile. Perché ha deciso di scendere in campo?
«La scelta parte da lontano, dalla pandemia. Come ho sempre sostenuto ai tempi del Covid, la cultura non andava chiusa. E oggi la cultura è al centro dell’attenzione dei cittadini di Bergamo e Brescia e la mia lista è l’unica che indica un riferimento chiaro: la cultura come riscatto. Da qui il nome Rinascimento dato alla mia lista che ho presentato in Lombardia e nel Lazio».




