Un piano in cinque mosse contro l’inquinamento atmosferico. È il piano sul quale Legambiente chiama il Comune cittadino a misurarsi. Cinque mosse «veloci» - così le annuncia l’associazione ambientalista - per ognuna delle quali vengono indicati una tempistica, una valutazione dei costi e dei benefici, un quadro normativo o amministrativo di riferimento.
La prima mossa riguarda gli impianti termici civili dei privati (fonte di circa un quarto delle polveri Pm10 che si respirano in città), potrebbe prendere il via da ottobre e costare tra i 5 e i 600 mila euro all’anno. Prevista una campagna informativa e l’organizzazione di controlli al 5% all’anno delle caldaie private. Negli ultimi anni, infatti, questi controlli non sono mai riusciti ad andare oltre la quota dell’1% ed hanno evidenziato la non conformità in circa il 25% degli impianti verificati.
Secondo capitolo relativo alla mobilità, scegliendo di rendere efficace l’azione del Mobility manager di area comunale (il coordinamento di tutti i mobility manager di aziende ed enti pubblici presenti sul territorio comunale) coinvolgendo anche le scuole e le aziende di logistica commerciale. Iniziativa da attivare da ottobre per un costo di 40-50mila euro all’anno. L’obiettivo è supportare la mobilità sostenibile in modo coordinato sul territorio.
Terzo step, la bicipolitana. L’azione consiste nel costuire «una struttura di base di una vera rete di infrastrutture ciclabili realizzando almeno due linee complete che corrano dalle periferie al centro e una linea circolare. Quattro anni per un costo di 3 o 4 milioni. La bicipolitana garantirebbe maggior sicurezza e aumenterebbe l’efficacia della rete ciclabile favorendo la crescita di utenti delle due ruote a pedali.
Quarto capitolo dedicato alla intermodalità in ingresso in città. Dall’ottobre 2021 al costo di tre milioni l’azione prevede la creazione di almeno una nuova linea bus di elevata frequenza ove possibile su via dedicata e servita da un parcheggio di interscambio auto-mezzi pubblici sulle vie di accesso alla città. Obiettivo creare l’abitudine all’interscambio sulla direttrice ancora prima dell’arrivo del tram nel 2028. Area B.
Il quinto capitolo riguarda la cosiddetta Low emission zone e immagina già dall’autuno 2019 l’estensione Ztl h24 fino alle mura venete e la pedonalizzazione integrale della città romana. Progressiva invece la limitazione da attivare (almeno nel periodo invernale) per la circolazione sul territorio comunale dei mezzi più inquinanti, prendendo spunto sulla cosiddetta Area B a Milano.. Ultimo pragrafo del capitolo è la riforestazone in particolare a ridosso delle principali infrastrutture di trasporto. Costi calcolati per 5 milioni e 400mila euro fra installazione di videocamere di controllo, rilascio dipermessi e campagne informative. I benefici? La «elevata efficacia nell’abbattimento delle emissioni atmosferiche da traffico».



