Brescia e Hinterland

Presidi «congelati», appello da Milano

I vincitori di concorso che non possono ancora prendere servizio sono stati ricevuti dal dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale

Centinaia di istituti privi di un dirigente titolare e altrettanti aspiranti presidi in attesa di un posto: una situazione paradossale che danneggia prima ancora dei vincitori del concorso la scuola lombarda nel suo insieme.

Un appello congiunto, per la soluzione rapida della questione che si trascina dalla scorsa estate nelle sedi giudiziarie, è uscito dall'assemblea che ha affollato martedì pomeriggio a Milano su convocazione del direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Francesco de Sanctis l'aula magna dell'istituto Schiaparelli.

Erano in gran parte presenti i 404 docenti dichiarati idonei a compimento di una procedura che il professor de Sanctis ha confermato come legittima e rigorosa, per dotare la scuola lombarda di nuove risorse ed energie. Amministrazione scolastica e coordinamento dei vincitori di concorso condividono l'istanza, che sarà portata al Consiglio di Stato venerdì 8, rispettivamente dall'Avvocatura dello Stato e dallo studio romano che sostiene le ragioni degli idonei in attesa di posto.

All'origine della vicenda c'è il ricorso di un centinaio di non ammessi alle prove orali e la sentenza del Tar Lombardia a loro favorevole con la motivazione di un'astratta possibilità di lettura dei nomi dei concorrenti, attraverso buste ritenute non perfettamente rispettose del criterio dell'anonimato. Il controricorso al Consiglio di Stato ancora non ha portato a una discussione nel merito, dopo la nomina di un primo perito e la sua rinuncia e la successiva nomina di un secondo, che ha chiesto la concessione di una proroga al 31 marzo per la presentazione del suo rapporto sulla effettiva leggibilità delle buste allegate agli scritti.

Solo la scuola lombarda vive la vicenda giudiziaria delle buste «trasparenti», altrove non incriminate. L'urgenza di arrivare presto a una soluzione del caso nasce sia dal disagio delle tante scuole affidate alla gestione di reggenti (presidi titolari in altri istituti che si sobbarcano una doppia o tripla incombenza) sia dalla presunzione di diritti negati ai vincitori del concorso, sia dal timore che in questa situazione di stallo i posti vacanti possano essere attribuiti a personale soprannumerario in altre regioni.

Il professor de Sanctis ha martedì allontanato l'ipotesi, che pure era stata ventilata durante la definizione dell'ultimo documento di programmazione economica. Il coordinamento auspica, come il dirigente dell'Usr, una soluzione positiva che consenta la rapida immissione in ruolo degli idonei ma prefigura anche, in caso di sentenza negativa con riconoscimento di errore da parte dell'Amministrazione scolastica, una richiesta di risarcimento per danni.

Elisabetta Nicoli

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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