Portale tamponi in blackout per 24 ore, farmacie paralizzate
In una frase si potrebbe riassumere così: le ennesime due giornate di ordinaria follia. I protagonisti sono tanti: in primis i farmacisti che per circa 24 ore - dal pomeriggio di lunedì e fino a quello di ieri - hanno cercato di combattere contro i mulini a vento (alias: il portale regionale). Ma dall’altro lato del bancone, a rimanere ostaggio dell’ennesimo disservizio in questa battaglia quotidiana alla Don Chisciotte, c’erano i cittadini: bambini e ragazzi incastrati nel limbo, in attesa di capire se rientrare a scuola oppure no, genitori infuriati che non sapevano se confermare la presenza al lavoro oppure posticiparla, persone risultate positive giorni fa che agognavano di ottenere un responso dopo aver scontato i giorni di quarantena. Niente: tutto paralizzato.
Esiti «congelati»
Nessun farmacista poteva cioè registrare l’esito dei tamponi all’interno del sistema regionale, lo stesso che genera (anche) i certificati per consentire il ritorno in classe. «Sono state quasi 24 ore di puro delirio e nessuno può garantire che la situazione non proseguirà» incalza Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia. La rassicurazione arriva dalla Lombardia: il problema ora «è rientrato» fanno sapere dall’assessorato al Welfare. «Sì - ribatte Mottinelli - ma sono mesi che ci sono problemi e questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso».
Cosa è successo? A causare il black out sarebbe stato un problema legato alla rete dei dati, in aggiornamento anche perché è stata introdotta una serie di voci in più così da riuscire a classificare meglio i diversi utenti che si sono sottoposti al tampone e che rientrano nella casistica degli «esenti» (come studenti di elementari, medie o superiori). Fatto sta che, d’improvviso, l’unica filiera che garantisce il ritorno alla quotidianità era paralizzata. Spiega Mottinelli: «In un periodo in cui le farmacie bresciane stanno dando il massimo, cercando di venire incontro alle richieste dei cittadini, ampliando gli orari d’apertura e assecondando i bisogni, il sistema regionale per il caricamento degli esiti del test non ha funzionato o lo ha fatto a intermittenza. Impedendo così di segnalare tempestivamente le persone positive, con enormi disagi per i cittadini».
L’esempio più eclatante è quello degli alunni: «In alcune situazioni ci sono state classi intere messe "in sospeso" per l’impossibilità dei farmacisti di caricare gli esiti dei tamponi, rischiando di far perdere un giorno di quarantena ai bambini».
L'appello
Oltre al rosario di chiamate di lamentela che hanno fatto squillare i telefoni ininterrottamente, i farmacisti hanno cercato di inserire le informazioni sul portale fino a mezzanotte, perché «in serata si era aperta una finestra di normalità, durante la quale sembrava essere tornato a funzionare tutto, ma poi la rete è di nuovo franata». E neppure si è rivelato efficace compilare il certificato a mano: «Abbiamo tentato di rimediare al problema in questo modo, ma purtroppo non tutte le scuole accettano il documento cartaceo».
Di qui, l’appello accorato ai vertici regionali: «Spiace davvero dover criticare questo sistema - conclude la presidente Mottinelli - ma sono ormai mesi che si trascinano questi problemi: siamo esasperati, così proprio non va. Non possiamo più tacere e fare finta di nulla, perché questi disagi si ripercuotono sul nostro lavoro e, soprattutto, sui cittadini, in un periodo per nulla facile. Abbiamo inviato una serie di mail, ma siamo stanchi: non si può lavorare in queste condizioni. Come avevo già affermato la scorsa estate, Federfarma Brescia e le farmacie bresciane ritengono a questo punto indispensabile che la Regione Lombardia riveda le modalità di funzionamento di alcuni sistemi».
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