La cronaca racconta che nel 2015 per opporsi alla riforma del Senato presentò 83 milioni di emendamenti. «Da dieci anni combatto con la malattia, ma non mi sono mai fermato». E Roberto Calderoli, in Parlamento dal 1992, è nuovamente candidato per il Senato. «È la nona campagna elettorale che faccio per le Politiche» racconta durante una visita nella nostra redazione. «E anche la prima volta ero candidato nel collegio Brescia-Bergamo. Ma allora c'erano le preferenze. Oggi si va a votare con la peggiore legge elettorale della storia».
Senatore, su tanti temi Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia sono su posizioni diverse. In caso di vittoria come pensate di riuscire a stare insieme?
«Abbiamo sottoscritto un programma comune che per me è la tavola delle leggi. Su questo programma si baserà la nostra azione di governo. In campagna elettorale è chiaro che se tu metti più galli in uno stesso pollaio, qualche beccata se la danno. Ogni partito poi cerca di attrarre un maggior numero di voti, ma non sono preoccupato per le diversità emerse in queste settimane. La capacità del leader è mandare la persona giusta al tavolo giusto. Con capacità, preparazione e buonsenso la soluzione si trova».




