Pochi magistrati e zero tecnologia: per il Giudice di Pace di Brescia è emergenza

Su 24 titolari previsti ce ne sono solo otto. Mancano i computer e processo solo cartaceo
Gli uffici del Giudice di Pace ospitati nella palazzina di via Vittorio Emanuele in città - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
Gli uffici del Giudice di Pace ospitati nella palazzina di via Vittorio Emanuele in città - Gabriele Strada /Neg © www.giornaledibrescia.it
AA

L’impegno aumenta, ma la struttura è ferma a decenni fa. A quando ancora non c’erano i computer. «Per alcuni aspetti siamo all’età della pietra» si sfogano da Palazzo di Giustizia parlando degli uffici del Giudice di Pace che ha competenza in materia civile, amministrativa e penale per fatti lievi e di semplice valutazione. E alle prese con la riforma Cartabia che ha introdotto da mercoledì primo marzo novità importanti.

La prima riguarda la competenza per valore economico del contenzioso, passato da 5mila e 10mila euro per le cause relative a beni mobili, e da ventimila a venticinquemila euro per le cause riconducibili a danni da circolazione stradale.

Solo 8 magistrati su 24

«Le difficoltà sono vere, il nostro è un grido d’allarme» spiega il presidente del Tribunale Vittorio Masia che, come in una sfida a Risiko, sposta personale da un ufficio ad un altro per cercare di tamponare l’emergenza ormai cronica. «Il giudice di Pace di Brescia ha i numeri, come fascicoli, di un qualsiasi tribunale, ma mancano le risorse» è il pensiero di Masia. Un dato su tutti: da pianta organica i giudici di pace a Brescia dovrebbero essere 24. Oggi i magistrati sono però solamente otto.

Tanta carta e pochi computer

A questo aspetto ne vanno aggiunti due: l’età anagrafica sempre più alta di chi lavora negli uffici di via Vittorio Emanuele e il livello di digitalizzazione pari a zero. «Il processo civile dinanzi al Giudice di Pace rimane, a tutt’oggi, un processo non digitalizzato, nel quale le produzioni ed i depositi avvengono esclusivamente mediante il supporto cartaceo» è stato spiegato in occasione della recente inaugurazione dell’anno giudiziario. Mancano addirittura i requisiti informatici minimi e per questo non esagera chi parla di «età della pietra». «Occorrono quanto meno sette computer portatili (muniti di software adeguato), considerato che nello scorso anno è stato consegnato un solo computer portatile» è stato messo nero su bianco dai vertici del tribunale bresciano. E poi: «I computer fissi presenti nelle stanze dei magistrati onorari del giudice di Pace sono, per la maggior parte, troppo lenti e non consentono reinstallazione del programma Microsoft Teams utilizzabile per le videoconferenze, le udienze da remoto e la condivisione di fìles in gruppi di lavoro». Non c’è ancora inoltre per gli avvocati la possibilità del deposito telematico degli atti e dei ricorsi. Un’assenza di tecnologia che complica il lavoro quotidiano e dilata i tempi della giustizia.

I dati

Per molti dei reati di cui si occupa il Giudice di Pace - va ricordato - il processo può iniziare solamente se la parte offesa presenta querela. Stando agli ultimi dati a disposizione al 30 giugno 2022, nel settore civile le pendenze iniziali toccavano quota 2.886, le sopravvenienze 6.997, i fascicoli definiti sono stati 4.827 per un totale di 5.056 pendenze finali. A questi numeri vanno aggiunti le 2.289 opposizioni a sanzioni amministrative che ancora devono essere affrontate.

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato