La Provincia ci riprova. Corretto «l’errore materiale» che aveva sfalsato i numeri della proposta di novembre, ieri è stata pubblicata la versione corretta del nuovo Piano Cave. Un documento che non prevede nuovi siti estrattivi, ne elimina 15 e taglia del 35% i volumi da scavare nei prossimi dieci anni rispetto al vecchio piano del 2005.
«Se non un piano green, di certo una svolta rispetto al passato» spiega il vicepresidente della Provincia Guido Galperti. Cambia infatti «l’approccio», per esempio sulle riserve che diventano una stima dei volumi di sabbia e ghiai ancora presenti nella cava, senza alcun «effetto prenotativo» sugli sviluppi futuri, come se quell’ambito potesse «durare per sempre». Finito di scavare, l’Ate (Ambito territoriale estrattivo, vale a dire la cava) «deve essere recuperato ambientalmente e restituito alla comunità» spiega Galperti.



