Sono attese le prime iscrizioni nel registro degli indagati a titolo di garanzia per procedere con gli accertamenti tecnici irripetibili e con l'autopsia dei due operai residenti entrambi nel Bresciano morti ieri a Pieve Emanuele nel Milanese mentre si apprestavano a caricare una cisterna di azoto liquido usato nei laboratori dell'università Humanitas per crioconservare cellule. Il pm milanese Paolo Filippini, che a breve riceverà una prima informativa, dovrà valutare chi indagare come atto dovuto per omicidio colposo.
Secondo una prima ricostruzione, i corpi dei due operai sono stati trovati a terra in fondo ad un locale a cielo aperto, una sorta di incavo che contiene il serbatoio (ha il marchio del gruppo Sol), mentre l'autocisterna era stata collocata a livello strada vicino alla parte del serbatoio che sporge oltre il terreno per il caricamento dell'azoto. Una delle ipotesi è che i due operai siano scesi senza le protezioni adeguate nel locale che contiene il serbatoio, forse per armeggiare con qualche valvola, e là vicino alla cisterna abbiano perso la vita per una perdita di azoto.



