Da quando coltivo l’orto ho sviluppato una spiccata sensibilità nei confronti delle verdure, empatizzo con loro come direbbero quelli che la sanno lunga.
D’estate quando le vedo sfinite sotto il battente solleone corro a rinfrescarle, d’inverno vorrei avvolgere i miei broccoli in una calda coperta di cachemire per affrontare le gelate di gennaio. È per questo che mi sono emozionato leggendo le dichiarazioni di una parlamentare che appartiene al ramo più intransigente dei vegani, i fruttariani; l’onorevolessa (lei vorrebbe sicuramente essere chiamata così) non solo non mangia cadaveri come noi incivili, ma nemmeno l’insalata, «mai uccidere una lattuga» è il suo motto. Si nutre solo di frutta, preferibilmente senza staccarla dalla piante per non creare loro traumi, sono molto sensibili (le piante).




