Brescia e Hinterland

Ortociclo, l’agricoltura inclusiva sale in sella alla cargobike

La startup creata da Andrea Morandi porta in città i prodotti della cooperativa sociale La Rete
Andrea Morandi di Ortociclo in piazza Loggia con una delle sue cargobike - Foto pagina Facebook di Ortociclo
Andrea Morandi di Ortociclo in piazza Loggia con una delle sue cargobike - Foto pagina Facebook di Ortociclo

L’idea di comunità cresce grazie all’agricoltura, che su due ruote si sposta dai campi alla tavola. Per la cooperativa sociale La Rete lavorare la terra è diventato un modo per promuovere concretamente, grazie al progetto Agromania, l’inclusione delle persone fragili. Ora i prodotti derivanti dalle coltivazioni sostenibili e rigenerative dei campi di Villa Carcina sono destinati a raggiungere sempre più persone.

La startup Ortociclo, creata da Andrea Morandi con lo scopo di creare un ponte tra i piccoli produttori di frutta ed ortaggi del Bresciano e i cittadini, è infatti entrata a tutti gli effetti a far parte con le sue cargobike della onlus che quest’anno spegnerà trenta candeline. «Grazie a ciò è possibile creare una vera e propria filiera dell’agricoltura inclusiva - spiega il presidente de La Rete Domenico Bizzarro -. La logistica sostenibile di Ortociclo permette infatti un approccio etico al delivery, tema centrale in questo contesto storico dove la consegna di cibo a domicilio è esplosa».

Quello della startup nata nel 2015 è infatti un’esperienza che coniuga rispetto ambientale e impegno sociale: «Grazie a due cargobike consegnamo prodotti "belli e buoni" di agricoltori bresciani in un raggio di 3 chilometri dalla città - spiega Morandi -. Ordinare è semplice, basta fare la spesa sulla piattaforma web dedicata». E d’ora in poi sarà possibile acquistare anche i prodotti nati nell’ambito di Agromania, «che in un solo anno è riuscita a dare lavoro a quattro persone fragili», sottolinea il responsabile Alberto Gobbini.

Ma l’entrata di Ortociclo all’interno della galassia de La Rete è solamente un punto di partenza per la cooperativa, che dal 1991 affianca donne e uomini in condizioni di povertà o con problemi di salute mentale. «Stiamo lavorando per estendere questa logistica sostenibile anche in altri settori - annuncia Bizzarro -, quali la consegna dei libri della Nuova libreria Rinascita o dei prodotti di alcune botteghe del centro».

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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