La decisione era stata presa già da alcuni anni. E negli ultimi tempi era stata confermata: secondo il tribunale per i minorenni la donna non è in grado di occuparsi dei suoi figli, che restano quindi affidati ad una comunità. Lei però, una donna straniera di 39 anni, venerdì mattina ha deciso che avrebbe voluto a tutti i costi un incontro con il magistrato che aveva preso la decisione.
Si è quindi presentata al Tribunale per i Minorenni di via Vittorio Emanuele e ha preteso di incontrare il magistrato. Quando le è stato risposto che non era possibile ha dato in escandescenze, si è buttata per terra e ha iniziato ad inveire contro i carabinieri del Nucelo Tribunale. In appoggio ai militari presenti è arrivata anche una pattuglia da piazza Tebaldo Brusato e la donna ha colpito i militari con calci e pugni. A quel punto i carabinieri, non senza fatica, l’hanno bloccata, caricata sull’auto di servizio, e trasferita in caserma.
Dai terminali del ministero dell’Interno è emerso che la donna, senza fissa dimora, fosse da tempo conosciuta ai servizi sociali. Il magistrato di turno ha deciso di denunciarla a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Un provvedimento che inevitabilmente potrebbe pesare sulle sue prossime richieste di affidamento dei figli. In caso di nuove intemperanze verso il Tribunale rischia conseguenze più pesanti.




