Neve e regole anti-Covid: Ponte-Tonale è pronto per sciare

Non appena la provincia di Brescia (o direttamente l’intera Lombardia) diverrà zona arancione - e se saranno approvate le linee guida per l'uso degli impianti di risalita - il comprensorio Ponte di Legno-Tonale aprirà. Certo i segnali che vengono da Roma, con il Governo fermo sul «no» all'apertura degli impianti per le feste di Natale, rischiano di gelare le speranze del turismo camuno (e non solo). Ma gli operatori, in attesa dell'esito del braccio di ferro tra Stato e Regioni, non vogliono farsi cogliere impreparati.
Previsioni. Con ottimismo, se (un «se» che pesa, a quanto pare) il passaggio di colore avvenisse ai primi di dicembre e il documento venisse approvato dal Governo e dal Comitato tecnico scientifico (Cts) in tempi rapidi, nel giro di 15-20 giorni, per l’Immacolata si potrebbero calzare gli sci. Parola di Mario Bezzi, presidente della Società impianti sciistici di Ponte di Legno. Località che, per non farsi trovare impreparata, ha iniziato a sparare neve sulle piste già da qualche giorno. Tutti i cannoni, sia di Temù, sia di Ponte, del Tonale e del Presena, sono in azione, soprattutto durante la notte con il freddo più intenso, ma quando possibile anche di giorno. Tutte le operazioni di revisione piste e impianti sono state effettuate e questo è il momento di creare un fondo solido, che servirà per tutta la stagione. Se si escludono le due precipitazioni d’inizio ottobre, di neve dal cielo non se ne parla, ma l’arrivo del freddo permette di produrre neve artificiale, più durevole sul lungo periodo e quindi ottima per creare il fondo.
L’incertezza. Diversamente dal solito, non è al cielo che si guarda aspettando una perturbazione. Le preoccupazioni sono per la situazione sanitaria, per il lockdown e le misure restrittive. La bozza con le linee guida delle Regioni, approntata dall’Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) per l’uso degli impianti sciistici è stata ieri al centro della Conferenza delle Regioni, per poi essere sottoposta al vaglio di Governo e Cts, che al momento sembrano fermi: gli impianti da sci devono restare fermi nelle festività di fine anno. Per gran parte dei gestori degli impianti, l'ipotesi avanzata da Anef potrebbe al contrario costituire un buon compromesso per garantire sicurezza agli sciatori e poter riaprire. Perché - questo è chiaro - la stagione 2020-2021 non sarà quella dei grandi incassi, ma serve per sopravvivere: la consapevolezza che un inverno con enormi difficoltà come il prossimo non (dovrebbe) capitare mai più.
«Noi avevamo pensato a quelle regole a prescindere - spiega Mario Bezzi -, ci ritroviamo appieno in quelle linee guida. Non sarà una stagione normale». Gli accorgimenti più grandi andranno per le biglietterie, per evitare le code. Ponte-Tonale parte avvantaggiato, perché ha più accessi al demanio e ha già realizzato la app per prenotare il primo accesso. Qualche accorgimento in più andrà dato agli stagionali, ma sono tutte misure da studiare non appena si avrà il via libera. «Gli sciatori dovranno poi avere pazienza, perché quest’anno non si potrà sempre sciare quando si ha voglia - continua Bezzi -, ma ci si dovrà spalmare su tutto l’arco della giornata e non accalcarsi tra le 10 e le 11 come siamo abituati. La portata oraria dei nostri impianti è alta, per il resto non dovremmo avere grandi problemi. Questo è il modo per aprire e far sciare in sicurezza». Se si potrà farlo, è presto per dirlo. E purtroppo i primi segnali che vengono da Roma non sembrano incoraggianti.
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