Il 16 aprile 2025 la Corte d’assise d’appello di Milano ha assolto il medico bresciano Paolo Oneda perché il fatto non sussiste.
Di quegli ultimi giorni di vita della figlia non potrà mai dimenticarne nemmeno un attimo. «Quando sono entrato nella capanna dove viveva al centro Anidra e ho visto in che condizioni era, con le gambe gonfie, non stava in piedi e faticava a parlare, era piena di metastasi, ho subito capito che Roberta non sarebbe sopravvissuta» racconta Renzo Repetto.




