Medicina generale in crisi grave: nel Bresciano mancano 118 dottori

Scorrendo l’elenco del numero di posti vacanti di medico di medicina generale si ha la netta sensazione di assistere ad una vera e proprio Caporetto della sanità territoriale. Con sindaci, cittadini e territori, appunto, che rimarcano difficoltà e disagi di una carenza che lascia senza risposta la domanda assistenziale che rappresenta le fondamenta del nostro Servizio sanitario nazionale.
La profonda crisi della medicina generale, e della professione medica e infermieristica in generale, è l’origine e la causa di quella «sconfitta» che rimane tale anche dopo il susseguirsi della pubblicazione di bandi per incaricare titolari sia di medicina generale sia di continuità assistenziale nel territorio bresciano e in quello regionale. La crisi è condivisa, non per questo meno pesante.
L’ultima chiamata per reclutare professionisti della salute, ed è la terza da marzo, risale a mercoledì scorso e i candidati avranno tempo di rispondere fino all’11 ottobre. Il quadro è preoccupante: in provincia di Brescia sono senza titolare 118 ambulatori (107 in Ats Brescia e undici in Valcamonica). A questi, si deve aggiunge la scopertura degli ambulatori di tre pediatri. Due posti per l’ambito che comprende dodici comuni: Manerba, Moniga, Padenghe, Lonato, Polpenazze, Desenzano, Puegnago, Soiano, Pozzolengo, Sirmione, Bedizzole e Calvagese. Un posto per Gavardo, Vallio, Villanuova, Serle, Paitone, Muscoline e Prevalle.Poi, ci sono i medici della continuità assistenziale, quelli che tutti ancora chiamiamo «guardia medica» e che coprono le ore notturne, il sabato, la domenica e i festivi, quando gli ambulatori dei titolari sono chiusi. Nel territorio dell’Ats Brescia è di 5.112 il numero di ore vacanti di continuità assistenziale ed un centinaio per la zona della Valcamonica.
I problemi
Il quadro non richiede commenti, se non - per riprendere le parole di Claudio Sileo, direttore generale Ats Brescia, l’Agenzia di tutela della Salute che ha competenza per buona parte del territorio della nostra provincia, escluso l’area della Valcamonica - che si tratta di «una fase drammatica e preoccupante che richiede un ripensamento con investimenti importanti per attrarre le nuove leve». Anche se, in una nota, Ats specifica: «Ad oggi preme ricordare comunque che tutti i cittadini domiciliati in Ats Brescia hanno un medico di riferimento, sia che sia un medico titolare, sia un medico con incarico provvisorio».
Il punto, semmai, non è avere un riferimento, ma quando e dove averlo. Per gli anziani, recarsi in ambulatorio in un paese diverso da quello di residenza comporta disagi notevoli (nella pagina a fianco riportiamo la testimonianza della figlia di una quasi novantenne).
Per rispettare il diritto costituzionale di ogni cittadino all’assistenza del medico di famiglia è necessario inventare altre modalità per rendere ancora attrattiva la professione sul territorio e per dare risposte alle migliaia di cittadini: oggi sono 41 nel Bresciano gli ambiti carenti, ovvero le zone con più comuni in cui mancano uno o più medici titolari. Due in più rispetto all’ultima rilevazione di luglio, quando è stato pubblicato il precedente bando per l’assegnazione degli incarichi convenzionati.
Altra chiamata
Ora una ulteriore chiamata: per i medici di medicina generale titolari la scadenza di presentazione delle domande è fissata per l’11 ottobre entro le 16, esclusivamente attraverso la piattaforma regionale dei bandi online.
Possono partecipare all’assegnazione degli incarichi convenzionali i laureati in medicina e chirurgia abilitati all’esercizio professionale, iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale della Regione. Ats: «Le prossime convocazioni di conferimento incarichi di titolarità di medicina generale sono riservate ai medici che stanno frequentando il corso di formazione in medicina generale».
«Un corso di formazione della durata triennale - la dichiarazione di Sileo - al quale si sono iscritti 50 medici a fronte di 80 posti disponibili al primo anno. Evidente che se non ci inventiamo qualche azione, qualsiasi ragionamento di programmazione per i prossimi anni viene meno». Per l’assegnazione dei tre posti di pediatra in due ambiti si deve presentare la domanda, con le stesse modalità, entro il 4 ottobre.
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