Si chiama «presa in carico totale». Partirà tra settembre ed ottobre in via sperimentale in alcuni ospedali della Lombardia e sarà riservata alle persone che hanno subito un intervento chirurgico oncologico. La novità debutterà in tredici strutture e interesserà migliaia di persone che, dopo essere state operate per un tumore, hanno bisogno di essere periodicamente seguite per almeno cinque anni. Delle tredici strutture, due sono bresciane. In una, la Asst Valcamonica con riferimento l’ospedale di Esine, in realtà la sperimentazione è già partita. L’altra è l’Asst Spedali Civili, una delle realtà pubbliche più importanti della Regione, non solo per mole di attività.
L'ospedale prenoterà visite ed esami
Cosa cambierà per i pazienti? Entro ottobre l’ospedale, al momento delle dimissioni dopo l’intervento (o all’esito istologico) prenoterà direttamente la visita di controllo e gli altri esami indicati dagli specialisti. Un sms sul cellulare ricorderà data e ora e così per tutti gli esami e le visite a seguire per tutto il percorso del follow-up, mediamente di cinque anni. L’idea, messa a punto dalla neonata «task force» anti liste d’attesa istituita in Lombardia e guidata dall’ingegner Francesco Bortolan, verrà estesa a tutte le aziende sociosanitarie pubbliche e riguarderà, gradualmente, tutte le specialità, non solo la chirurgia oncologica.



