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Brescia e Hinterland

GIUSTIZIA

Manlio Milani: «Con Tramonte passi verso verità piena»

Paola Gregorio

Brescia e Hinterland
23 dic 2017, 06:30
STRAGE PIAZZA LOGGIA, MILANI: "TRAMONTE RACCONTI"

«Tramonte è qui, Maggi è ai domiciliari stante le sue condizioni di salute. Sono qui in quello Stato che volevano abbattere». Manlio Milani, presidente dell'Associazione familiari vittime di piazza della Loggia, con Federico Sinicato, storico legale dei congiunti delle vittime della strage di piazza della Loggia, nella sede di Casa della Memoria parla del significato e delle possibili conseguenze - dell’estradizione in Italia, dal Portogallo, di Maurizio Tramonte (ora si trova nel carcere romano di Rebibbia), condannato all’ergastolo per la strage del 28 maggio 1974.

Tramonte aveva lasciato Brescia una settimana prima della pronuncia della Cassazione che lo scorso 20 giugno, condannandolo in via definitiva all’ergastolo con Carlo Maria Maggi, che sta scontando ai domiciliari per le condizioni di salute aveva messo la parola fine su una vicenda giudiziaria lunga 43 anni. «L’estradizione di Tramonte segna un confine, ci dice che dobbiamo ripartire da lì per ulteriori passi avanti verso una verità più piena - premette Milani - . Annulla tutti i tentativi di impunità portati avanti anche per stravolgere le responsabilità della strage. Il tema della responsabilità non riguarda solo Tramonte, cui chiediamo di raccontare i lati oscuri sui quali finora ha taciuto. La destra attorno alla vicenda di Tramonte è stata silente e non ha sentito il bisogno di approfondire le proprie responsabilità in quel periodo. Alla destra bresciana chiediamo che si apra al confronto, guardando dentro la propria storia».

Pippo Iannaci archivista di Casa della Memoria riassume lo stato dell'arte sulla Direttiva Renzi che ha disposto «il versamento agli Archivi di Stato e all’Archivio centrale dello Stato della documentazione relativa alle stragi tra cui quella di piazza della Loggia. Dopo due anni e mezzo di incontri la sensazione purtroppo è quella di entrare in una sorta di Galleria degli Uffizi e vedere solo le cornici. Abbiamo proposto l'istituzione di un osservatorio che solleciti anche i versamenti della documentazione che giace a livello periferico».

 

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