L'omicidio nautico è legge, le mamme di Greta e Umberto: «Nessuno ci ridarà i nostri figli»

La mamma del ragazzo ucciso a Salò due anni fa era in aula a Montecitorio: «Nulla fa più male della morte di un figlio»
La famiglia Garzarella accolta dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana © www.giornaledibrescia.it
La famiglia Garzarella accolta dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana © www.giornaledibrescia.it
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È sempre rimasta in silenzio, chiusa nel suo dolore incommensurabile e lontana da telecamere e taccuini. A Roma però ha voluto esserci. La signora Camilla è arrivata nella Capitale in anticipo di qualche giorno rispetto all’appuntamento alla Camera. Ieri mattina, più forte delle difficoltà fisiche che la accompagnano da tempo, è salita sulle tribune di Montecitorio per vedere la politica italiana approvare la legge che porterà anche il nome di suo figlio.

«Nulla fa più male della morte di un figlio. Il resto non conta più» dice prima di raccontare cosa ha provato in aula. «È stato molto commovente. Un’esperienza umanamente molto forte» sono le parole della mamma di Umberto Garzarella. «Per nulla al mondo avrebbe rinunciato ad esserci, lei che in questo dramma è sempre rimasta nell’ombra» spiegano la figlia Elena e il cognato Marco. «È stato bello e importante che la Camera abbia espresso un voto unanime» racconta la donna che fuori da Montecitorio ha incassato, come tutta la famiglia Garzarella, il sostegno e la vicinanza di Susy Laude e Dino Abbrescia, coppia di attori che vive a Salò.

Il reato di omicidio nautico, introdotto dalla legge approvata ieri alla Camera, non è ovviamente retroattivo e quindi non potrà in alcun modo incidere sul processo d’appello che il prossimo 20 ottobre affronteranno i due turisti tedeschi Patrick Kassen e Cristian Teismann che erano a bordo del motoscafo Riva che la notte tra il 19 e 20 giugno 2021 ha travolto e ucciso i due ragazzi bresciani fermi su un piccolo gozzo nel Golfo salodiano. «Non mi aspetto niente di particolare se non che venga confermata la sentenza di primo grado» è l’auspicio della mamma di Umberto Garzarella. «So che non cambia nulla perché nessuno mi riporterà Umberto e nessuno riporterà Greta alla sua famiglia, ma la conferma delle condanne darebbe un senso di giustizia a quanto abbiamo provato. Un dolore che non potrà mai passare. Il loro comportamento? No comment». 

La mamma di Greta

Nadia e Raffaele, genitori di Greta Nedrotti, mostrano le foto della figlia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Nadia e Raffaele, genitori di Greta Nedrotti, mostrano le foto della figlia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Soddisfazione amara. Quello di Nadia Stagnoli, mamma di Greta, è un sorriso a denti stretti «perché a causa dei molti, troppi ritardi nell’approvazione della legge proposta sin dal 2019, gli omicidi della nostra unica figlia Greta e di Umberto hanno potuto beneficiare di una pena irrisoria, inadeguata alla gravità del fatto commesso, solo perché hanno ucciso sull’acqua e non sulla strada». Per la tragedia che ha travolto lei e il papà di Greta, Raffaele, questa legge è un piccolo conforto: «Troppi lutti, troppo dolore, troppe lacrime, troppi incidenti sono restati impuniti perché sanzionati con pene lievi e irrisorie. Troppe volte le forze dell’ordine sono rimaste impotenti davanti all’arroganza dei proprietari di imbarcazioni di lusso. Troppe volte abbiamo assistito all’assoluta mancanza di rispetto sulle nostre acque».

Ora che l’omicidio nautico è legge, l’auspicio è che tutto questo finisca. Mamma Nadia ringrazia Camera e Senato per «l’accelerazione che hanno saputo dare in questi ultimi mesi all’approvazione della legge. Ringraziamo tutti coloro, istituzioni e cittadini, che hanno contribuito in qualunque modo a questo iter». Non che la legge, aggiunge amaramente, «serva al nostro “caso”, ma forse servirà ad evitare che altri debbano sopportare, oltre alla massima pena della perdita di un congiunto. Hanno ucciso la nostra unica figlia Greta, a noi hanno inflitto la pena massima, con condanna a vita».

Per mamma Nadia essere dovuti ricorrere all’inasprimento delle pene «confessa il fallimento delle risorse educative, volte al rispetto della vita e della natura». Infine un ringraziamento «all'onorevole Balboni, che con generosità ha accolto il nostro desiderio di dedicare la legge a Greta e Umberto. Ci ha riempito il cuore di una grande triste gioia. Siamo convinti che i nomi di Greta e Umberto, evocando, a monito, la grave tragedia accaduta, potranno forse rendere più naturale il rispetto della legge da parte di tutti».

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