«Siamo il Pd, non siamo un partito che ha un capo e non siamo un partito azienda. Era giusto e fisiologico che ci fosse questo confronto perché il confronto è il sale della democrazia». Con queste parole, l’assessore alla Mobilità, Federico Manzoni, smorza le polemiche inerenti il lungo e travagliato dibattito interno al Partito democratico sulla scelta del vicesindaco da affiancare a Laura Castelletti in caso di vittoria alle comunali di primavera.
Scelta arrivata lunedì sera poco prima di mezzanotte, dopo un’assemblea durata quasi tre ore. L’esito del voto segreto è stato di 25 voti a favore di Manzoni contro i 18 di Valter Muchetti.
Secondo Manzoni, alla fine ha prevalso il riconoscimento di un lavoro di cinque anni, «ed è di questo – aggiunge – che dobbiamo parlare alla città, più che della persona. Del lavoro che si fa, dell’idee che si hanno in mente e della visione prospettica che si vuole costruire».
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