Loggia 2023, Laura Castelletti e la «questione vicesindaco»

Riprende quota l’ipotesi di Manzoni vice. Muchetti sarebbe pronto ad un passo indietro
Palazzo Loggia, sede del Comune di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Mercoledì 11 gennaio l’assemblea cittadina del Pd darà il via libera a Laura Castelletti. Il segretario Tommaso Gaglia spiegherà le ragioni per le quali il Partito Democratico dovrà rinunciare ai propri candidati ufficiali (gli assessori Federico Manzoni e Valter Muchetti, «indicati» dall’assemblea dello scorso 9 novembre) e virare sulla vicesindaca: in ballo c’è l’unità della coalizione di centrosinistra e la continuità con l’Amministrazione Del Bono. Due elementi che nessuno pare garantire meglio di Castelletti.

Nel frattempo lei si è detta disponile alla sfida elettorale (l’ormai famoso «io ci sono»), sollecitata anche dal sindaco. Mercoledì ci sarà anche Del Bono, ormai lanciato verso la Regione. Prima di lasciare la Loggia il primo cittadino vuole evitare strappi o rotture. La riunione di mercoledì dovrebbe fermarsi qui.

Ticket Castelletti-Manzoni

In ballo ci sarebbe anche la questione vicesindaco. Ma in questo caso i tempi non sarebbero ancora maturi per una decisione. Qualcosa però sembra muoversi anche su questa partita, rafforzando l’ipotesi del ticket Castelletti-Manzoni. Per «capacità amministrativa», «copertura degli ambienti cattolici», e «aspetti generazionali» la figura di Manzoni pare quella più adatta per il ruolo di vice. In casa dem si starebbe infatti facendo strada la convinzione che questo sia il ticket «meglio assortito».

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Senza contare che si tratterebbe dell’ipotesi più gradita al resto della coalizione: la scelta, sia chiaro, è tutta interna al Pd. Ma si tratta di un elemento di cui in qualche modo bisogna tener conto. Anche perché sarebbe stata esclusa l’ipotesi di aspettare il voto per la scelta, affidandosi alla conta della preferenze: cosa che rischierebbe di cannibalizzare il resto della lista trascinando per mesi una competizione che potrebbe trasformarsi in una vera e propria frattura nel partito. Con quale metodo si sceglierà, allora? Gli incontri e le telefonate di questi giorni avrebbero convinto Valter Muchetti a fare un passo indietro. Possibile? Il percorso è ancora da costruire. L’obiettivo è infatti «non forzare» e «non strappare». Servirà una «gradualità» in grado di sciogliere tutti i nodi. Difficile si riesca a farlo prima di mercoledì. L’orizzonte temporale è risolvere la faccenda nell’arco di un mese, entro le elezioni regionali. 

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