C’è una ragione se Fabio Rolfi, per mesi, ha preferito incontrare a quattrocchi i cittadini, senza scudieri o emissari di partito al seguito. È una ragione che ha molto a che fare con due temi in grado di lasciare un’impronta definita sulla visione di città futura: il cambio della classe dirigente, anche in chiave generazionale (non delle competenze, sia chiaro, ma di quel retaggio del «si è sempre fatto così» che spesso sfarina i progetti) e lo stile civico che il candidato sindaco non vuole professare in modo abborracciato, ma tradurre nel «centrodestra urbano».
È un patto chiaro che la nuova generazione deve stringere con la vecchia, dettando le condizioni. Non si trattano le regole, nei cambi d’epoca: si dettano. Non voleva insomma la risacca, Rolfi. Che ieri ha presentato quella che (forse più di tutte) è «la sua lista»: la civica Fabio Rolfi sindaco, un team eterogeneo per età e competenza, ma unito dalla voglia di mettersi in gioco col sorriso.




