Brescia e Hinterland

L'obbligo di esporre il prezzo medio del carburante fa il pieno di polemiche

Il doppio listino divide gli automobilisti. La rabbia dei benzinai: «Rischia di affossarci»
Michele Maestroni
Un cartello scritto a mano con il prezzo medio dei carburanti - © www.giornaledibrescia.it
Un cartello scritto a mano con il prezzo medio dei carburanti - © www.giornaledibrescia.it

L’obbligo del doppio listino dei carburanti ha fatto il pieno di polemiche. Nel giorno del suo esordio nelle stazioni di rifornimento, il nuovo cartello che mette in mostra il prezzo medio di benzina, diesel e metano ha diviso i bresciani.

C’è chi, in linea con il governo, pensa che la misura possa arginare i rincari o almeno aiutare i clienti a orientarsi tra prezzi che continuano a oscillare e presunte speculazioni da parte degli esercenti. E c’è invece chi, mentre fa rifornimento, osserva i numeri sul display delle pompe e scuote la testa, convinto che per tornare a risparmiare servano provvedimenti diversi.

L’accoglienza

Il nuovo regolamento, previsto dal decreto benzina di inizio anno, impone a tutti i gestori di mettere in bella vista i prezzi medi (ovvero calcolati facendo una media aritmetica nazionale per le stazioni collocate lungo le autostrade e regionale per tutte le altre) comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Le intenzioni sono quelle di permettere a chi fa rifornimento di confrontarli con quelli proposti dal distributore in cui si trova e garantire così maggiore trasparenza. In caso di negligenza l’esercente rischia una sanzione da 200 a 2mila euro.

Tra i benzinai c’è chi espone il nuovo arrivato all’ingresso sulla strada e chi invece preferisce posizionarlo più all’interno, di fianco all’ufficio o se ce l’ha l’autolavaggio. Identico invece è il malumore con cui gli addetti del settore hanno affrontato la novità: «È un provvedimento inutile che non cambierà la situazione – dice Claudio Marchina, gestore dell’impianto Eni di via Lamarmora in città –. Perché l’unica misura efficace è quella di abbassare il prezzo della benzina. Noi gestori ci adattiamo – continua – ma credo che questa regola confonderà ancora di più i clienti che non sapranno più in quale stazione conviene rifornirsi».

Mentre è intento a fare il pieno al suo furgone, Luca Lanzini interviene: «Per me invece è una misura che può tornare utile agli automobilisti e credo che farà la differenza, anche se prima con ottanta euro riuscivo a fare il pieno e oggi è impossibile a causa dei costi dei carburanti troppo alti».

Rincari

Negli ultimi giorni l’ennesima impennata verso l’alto. È sufficiente dare un’occhiata ai dati pubblicati ieri dall’Osservatorio dei prezzi del Ministero: in tutta la provincia di Brescia i self-service sono tornati a sfiorare i due euro al litro. Tendenzialmente gli impianti più salati si trovano lungo le autostrade ma ormai i rincari dilagano anche per le strade ordinarie.

A Rovato il servito raggiunge il picco di 2,3 euro al litro di benzina. «I prezzi non li decidiamo noi ma le compagnie - commenta il gestore di uno dei distributori in via Primo Maggio -. Questa nuova regola affosserà alcuni distributori a vantaggio di altri».

La legge ha l’obiettivo di favorire la libera scelta dei consumatori, che orientandosi verso le offerte più vicine alla media possono spingere i gestori a ritoccare verso il basso. Per vedere i primi eventuali effetti sulle tariffe dei carburanti, quindi, si dovrà attendere che gli automobilisti si abituino a confrontare i due listini. «Da anni scelgo questo distributore per rifornirmi di metano e non avevo ancora notato il nuovo cartello – commenta Stefania – ma non credo che mi cambierà la vita». E un camionista, anche lui cliente fisso della stazione di Rovato, aggiunge: «È normale che i prezzi di benzina e diesel lievitino durante l’estate».

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