Brescia e Hinterland

L’altra vita delle fabbriche abbandonate dietro via Milano: il recupero, sulla carta

Dopo la ricostruzione della storia, è arrivato il momento di rispondere alla domanda: cosa ne sarà di quest'immensa area abbandonata?
Gli scheletri di cemento delle fabbriche abbandonate nella zona di via Milano - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Gli scheletri di cemento delle fabbriche abbandonate nella zona di via Milano - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Dopo averne ricostruito in parte la storia, è arrivato il momento di rispondere alla seconda domanda che ha animato questo approfondimento sulle fabbriche dismesse dietro via Milano: cosa ne sarà di quest'immensa area abbandonata? 

Per farlo dobbiamo tornare un po' più indietro rispetto alle ultime novità. Il dibattito sul recupero delle aree industriali dismesse a Brescia comincia infatti negli anni Ottanta ma diventa una questione pressante solo nella seconda metà degli anni Novanta, quando vengono chiusi i grandi stabilimenti produttivi della zona: prima le acciaierie centrali (ATB, Bisider, Tubi Italia) a sud di via Milano e poi negli anni Duemila la zona ovest con Caffaro, Ideal Clima e Ideal Standard. «Si poneva un problema inedito per l’epoca e ci si iniziò a chiedere quale dovesse essere il ruolo dell’ente pubblico nei progetti del riuso delle strutture, che comunque restavano private» spiega Gianpiero Ribolla, dirigente del settore Urbanistica del Comune di Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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