La vita degli studenti con disabilità è peggiorata in pandemia

I bambini e ragazzi in condizioni di svantaggio aumentano: in provincia di Brescia sono 5.313. E con la Dad sono andati a scuola
Una bambina scrive su un foglio - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una bambina scrive su un foglio - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Se la Dad, ancora una volta temuta e invocata in questi giorni, è comunque un’alternativa estrema e spesso difficile per tutti gli studenti, si può immaginare senza troppa fatica che cosa rappresenti per gli alunni con disabilità e le loro famiglie. E infatti durante la sospensione delle lezioni in presenza dello scorso anno scolastico causa Covid i ragazzi in condizioni di svantaggio, soprattutto psichico, a scuola ci sono andati.

Per non interrompere il loro percorso d’integrazione, è stato detto. Peccato che in classe si ritrovassero solo tra loro. Ma l’interazione con docenti e personale scolastico e pochi compagni è, come si dice, meglio di niente. Tanto che l’Amministrazione scolastica sta raccomandando il mantenimento di questa linea guida a fronte della nuova norma che di disabilità non parla proprio. Lo riferisce il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Brescia, Giuseppe Bonelli, sottolineando come in ogni caso si sia lontani dalla soluzione ottimale.

Gli studenti con disabilità in Italia

L’occasione per fare il punto al riguardo è la pubblicazione dei dati Istat relativi all’anno scolastico 2020/2021, secondo cui in Italia gli alunni con disabilità sono in aumento: l’anno scorso erano oltre 300mila, il 2% in più rispetto al precedente, pari al 3,6% degli iscritti nelle scuole italiane. La crescita dipende dalla maggiore tempestività nel diagnosticare e quindi certificare la disabilità, dall’aumento della richiesta di assistenza da parte delle famiglie, dalla sensibilità sempre maggiore del sistema dell’istruzione nei confronti del tema dell’inclusione.

Proprio quest’ultima è stata ostacolata negli ultimi due anni dalla necessità di ricorrere alla didattica a distanza per via dell’emergenza sanitaria, ma nel 2020/2021 la partecipazione degli alunni con disabilità risulta aumentata rispetto al 2019/2020 (quando, in marzo, le lezioni furono sospese in tutte le scuole di tutto il Paese) sia per la migliore organizzazione delle scuole sia perché l’anno scorso Dad e lezioni in presenza si sono alternate in modo peraltro diverso a seconda della situazione dei singoli territori.

La situazione a Brescia

Gli alunni con disabilità sono in aumento, seppur lieve, anche in provincia di Brescia, secondo i dati dell’Ufficio scolastico territoriale, ancor più aggiornati di quelli dell’Istat: nell’anno scolastico in corso si tratta di 5.313 tra bambini e ragazzi su una popolazione scolastica di 180.510 alunni tra scuole statali e paritarie (il 2,9%); nel 2019/2020 erano 5.190 su 183.387 iscritti (il 2,8%). Pure nel Bresciano la crescita degli alunni con disabilità deriva da una sempre maggiore emersione delle stesse.

Un insegnante di sostegno su tre non è formato

Secondo l’Istat aumenta anche il numero degli insegnanti di sostegno: a livello nazionale il rapporto docente-alunno è migliore di quello previsto dalla legge (uno ogni due alunni), ma un insegnante su tre è privo di una formazione specifica e il 20% viene reclutato in ritardo. A Brescia, il cosiddetto «organico di diritto» dei docenti di sostegno per quest’anno scolastico comprende 1.576 posti, mentre i posti totali sono 2.499 compresi quelli in deroga. Significa proprio, come spiega il provveditore Bonelli, che, a fronte delle richieste delle famiglie, si cerca di potenziare il più possibile l’assistenza assegnando di fatto una persona dedicata agli alunni con disabilità, anche se, sottolinea ancora Bonelli, il sostegno dovrebbe essere al servizio della classe ai fini dell’inclusione.

L’auspicio è quindi quello di una soluzione di tipo legislativo. Quanto alla preparazione degli insegnanti, quest’anno c’è una novità significativa: un corso di formazione di 25 ore obbligatorio per chi è privo di specializzazione. Non è moltissimo, ma anche questo, osserva sempre il provveditore, è meglio di niente. Lo stesso corso può essere frequentato da tutti i docenti che interagiscano con un alunno con disabilità, anche se non di sostegno. In questo caso è facoltativo: una possibilità e il segnale che della fragilità bisogna prendersi seriamente cura oggi più che mai.

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