Storica non solo per la posizione, nella via che l’ha vista nascere, poco distante da corso Zanardelli, ma soprattutto per la longevità. Più di cinquant’anni fa il capostipite Antonio, con la moglie Virgilia, entrava in corso Magenta 38 nel locale «La Bersagliera» che per decenni ha perpetuato la tradizione della tanto amata pizza. Ma la storia sta per finire.
Domenica 19 dicembre, infatti, i figli Eugenio e Anna Vaccaro, che nell’attività hanno coinvolto i rispettivi consorti Cristina e Michele, lasciano il grembiule per ritirarsi in pensione.
La pizzeria «La Bersagliera» era stata aperta nel 1968 e già a Brescia si cominciava a conoscere questa meraviglia mediterranea che il mondo ci invidia. La famiglia Vaccaro, dopo un’esperienza in Veneto, era approdata nella nostra città da Tramonti, perla della costiera amalfitana, fucina di tantissimi pizzaioli che al Nord hanno trovato soddisfazione nella ristorazione. «La città cambia – racconta Eugenio – e anche se il lavoro non ci è mai mancato, neppure durante il lockdown, dobbiamo abbassare le saracinesche perché il palazzo che ci ospita è in ristrutturazione e le spese per l’affitto dopo i lavori sarebbero insostenibili. Ci ritiriamo in buon ordine ringraziando di cuore tutti i nostri clienti che ancora oggi ci invitano a rimanere, increduli di fronte alla nostra chiusura, ormai così vicina».
A «La Bersagliera» hanno gustato la pizza politici, artisti ed esponenti del jet set di passaggio nella nostra città, creando il mito di una delle pizze più buone e antiche di Brescia. «Mina è stata una habitué - raccontano Anna e Cristina -, quando abitava a pochi metri da qui. Come Marisa Laurito che sentiva la necessità di una pizza verace. Anche Elisabetta Canalis, Pamela Villoresi, Maria Grazia Cucinotta, il maestro Orizio». «Siamo orgogliosi del cammino fatto e tristi perché si interrompe un rapporto speciale. Per ora ci ritiriamo - concludono i Vaccaro – ma, mai dire mai».



