La scuola manda in crisi i trasporti: all’appello mancano 70 autisti

Straordinari, subaffidi e campagne di reclutamento riescono solo a tamponare un problema cronico
Studenti alla fermata dell'autobus di largo Torrelunga - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
Studenti alla fermata dell'autobus di largo Torrelunga - Foto New Eden Group © www.giornaledibrescia.it
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La prima campanella manda in crisi i trasporti ancora prima di suonare: all’appello, tra città e provincia, mancano fino a 70 autisti di bus. Le campagne di reclutamento, partite da tempo, hanno prodotto alcuni risultati, ma non sono bastate finora a risolvere tutte le criticità. «Il problema esiste, e non da ora. Riguarda tutto il Centro-Nord Italia, non solo il territorio bresciano», spiega Giancarlo Gentilini. Ma il presidente dell’Agenzia Tpl assicura che si sta provvedendo a una riorganizzazione dei servizi in modo che nessuno resti a piedi.

Problemi nel problema

«Il tema della carenza di autisti non è di facile soluzione perché poggia su diversi filoni di problemi - analizza Gentilini -. Il primo è rappresentato dal contratto nazionale, non particolarmente appetibile dal punto di vista economico in rapporto all’impegno richiesto, specialmente sulle linee extraurbane. I contratti integrativi locali, d’altro canto, per poter essere alimentati avrebbero bisogno di più ricavi da parte dei gestori. Esiste poi la piaga della morosità degli utenti, che incide proprio una quota di ricavi». Anche la pandemia ci ha messo senza dubbio del suo: «Ha ridotto in modo significativo i flussi dall’Est Europa. Flussi utili anche per coprire le esigenze del trasporto commerciale, le cui aziende sono diventate improvvisamente più aggressive sul mercato del lavoro, sottraendo autisti al trasporto pubblico». Con la guerra in Ucraina, naturalmente, la situazione è ulteriormente peggiorata.

Autobus a rischio sovraffollamento - © www.giornaledibrescia.it
Autobus a rischio sovraffollamento - © www.giornaledibrescia.it

Ma un altro elemento di cui si deve tener conto è che «nel Sud Italia, dopo trent’anni, si stanno facendo di nuovo i concorsi: coloro che si sono trasferiti al Nord per lavorare oggi trovano appetibile poter tornare nelle terre d’origine, dove peraltro il costo della vita è inferiore». Anche lo stress per il traffico che diventa sempre maggiore «è un fattore che disincentiva». Come disincentivano «gli episodi di violenza che si sono verificati soprattutto su alcune linee e in alcuni orari». Ultimo ma non ultimo «il cambio delle regole per conseguire la patente: prima si poteva fare a 21 anni, adesso è necessario aspettare fino a 24». Senonché «a 24 anni spesso i giovani hanno già trovato un’altra occupazione».

Resilienza

In questo quadro non proprio confortante, l’Agenzia Tpl, assicura Gentilini, è al fianco dei gestori per aiutarli a trovare una soluzione: «Con i nostri esperti di organizzazione del traffico lavoriamo gomito a gomito con le aziende, suggerendo l’introduzione di qualche innovazione organizzativa nei turni e negli orari. Stiamo ragionando da mesi su piani di resilienza».

La coperta però resta per ora inesorabilmente corta: se si spostano autisti negli orari di punta, si rischia di rimanere più scoperti in quelli di morbida, in particolare nelle ore pomeridiane. Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di autobus più grandi? «Come Agenzia - risponde il presidente - abbiamo inserito elementi premianti per i gestori che utilizzano mezzi da 18 metri. C’è da dire che purtroppo i finanziamenti statali arrivano a ondate e che non sono nemmeno immediatamente spendibili: le aziende produttrici hanno i loro tempi di consegna».

Strategie

Una strategia che ha portato i primi frutti è quella adottata da Brescia Trasporti: «Nei nostri ultimi bandi - sottolinea l’amministratore unico Maurizio Sorrentino - sono previsti anche percorsi formativi che contemplano il conseguimento della patente di tipo D, senza bisogno di sostenere il costo del corso esternamente». Con questo incentivo la situazione è migliorata, anche se non è ancora tutto risolto: «Diciamo che siamo sempre sul filo. Al momento riusciamo a sopperire con gli straordinari o in altro modo. Ma è chiaro che potrebbero verificarsi situazioni contingenti: pensionamenti o dimissioni improvvise inciderebbero in maniera negativa».

Anche Arriva, gestore dei trasporti extraurbani, sta affrontando il problema della carenza cronica di autisti: con l’inizio del nuovo anno scolastico l’azienda, viene sottolineato in una nota, «si è impegnata al massimo nell’organizzare un servizio che consenta a studenti e istituti scolastici trasporti efficienti su tutto il territorio». La situazione «è stata tamponata con il ricorso ai subaffidi. Nel frattempo, stiamo portando avanti tutte le iniziative per l’inserimento di nuove risorse e la nostra campagna assunzioni rimane aperta».

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