Brescia e Hinterland

La panchina rossa per Manuela inaugurata accanto alla Uil

Accanto al suo ufficio, ma pure a quello che fu dell'omicida della 35enne: la memoria della ragazza e la condanna ferma di Pasini
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UNA PANCHINA ROSSA PER MANUELA

Una panchina rossa. A pochi passi dall'ingresso del Caf della Uil, quell'ufficio nel quale quotidianamente Manuela Bailo si recava. Il suo abituale posto di lavoro. Ma anche a pochi passi dalla sede principale del sindacato, all'un tempo luogo di lavoro del suo assassino, Fabrizio Pasini.

Anche per questo quel monumento, del colore simbolo del contrasto alla violenza sulle donne, assume un valore forte. Il ricordo e la memoria della 35enne di Nave uccisa e al contempo la condanna decisa del gesto di quell'uomo da cui lo stesso sindacato, che ha fortemente voluto l'installazione, ha da subito preso le distanze. 

 

L'inaugurazione della panchina rossa per Manuela - Foto Putelli/Neg © www.giornaledibrescia.it
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L'inaugurazione della panchina rossa per Manuela - Foto Putelli/Neg © www.giornaledibrescia.it

 

All'inugurazione della panchina - che si aggiunge alle altre già introdotte in città - era presente tutta la famiglia della giovane. E con i più stretti congiunti anche i tanti colleghi che non hanno potuto trattenere la commozione. Ora, accanto alla Uil di via Rodolfo Vantini, sulla panchina campeggia la foto di Manuela, accompagnata da una frase della sorella: «Bisogna imparare ad usare le proprie mani per fare solo carezze, nient’altro».

 

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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